Cassazione Penale, Sentenza n. 50068/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 11/07/2023 del Tribunale del Riesame di Trento che aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari escludendo la gravità indiziaria rispetto al reato di riciclaggio. I difensori di Papalia contestavano l'identificazione dell'imputato come corriere indicato in una chat (la chat segnalava un corriere "Santi" che non parlava italiano), osservando che l'agente sotto copertura aveva riferito che il soggetto incontrato si era espresso a gesti; sostenevano che la partecipazione all'associazione era stata dedotta da un unico episodio e che, avendo il Tribunale escluso la gravità indiziaria per il reato-fine di riciclaggio, doveva venire meno anche la configurabilità dei gravi indizi per il reato associativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Trento per un nuovo esame. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale che, pur avendo escluso la gravità indiziaria per il reato di riciclaggio, aveva comunque ritenuto la partecipazione di Papalia all'associazione senza spiegare se vi fossero altri elementi probatori a sostegno. La Cassazione ha richiamato il principio giurisprudenziale secondo cui la commissione del reato-fine non è necessaria per configurare l'associazione, ma ha imposto al giudice di motivare la sussistenza di altri elementi che comprovino la partecipazione associativa quando venga esclusa la gravità indiziaria rispetto al reato-fine.
Norme richiamate
Sez.4, n. 11470 del 09/03/2021, Scarcello, Rv. 280703 - 02
Principio secondo cui la commissione dei reati-fine non è necessaria per la configurabilità dell'associazione e per la prova della partecipazione; tuttavia, quando il giudice esclude la gravità indiziaria relativa al reato-fine, occorre specificare altri elementi probatori che giustifichino la partecipazione associativa
Massime di principio
- Se il giudice cautelare esclude la gravità indiziaria rispetto al reato-fine, non può comunque affermare la partecipazione all'associazione senza indicare altri elementi probatori a sostegno.
- Identificazioni basate esclusivamente sul ricordo dell'agente sotto copertura devono essere corroborate: discrepanze (es. lingua parlata, comportamento a gesti) possono indebolire la prova e la gravità indiziaria.
- La partecipazione a una associazione criminale non si desume automaticamente da un unico episodio se non è accompagnata da ulteriori elementi che dimostrino continuità, ruoli o legami organizzativi.
- La Corte di Cassazione interviene quando la motivazione del giudice è contraddittoria o lacunosa: in tali casi è frequente l'annullamento con rinvio per un nuovo esame motivato.
- Per la scelta della misura cautelare (custodia in carcere vs arresti domiciliari) la sussistenza della gravità indiziaria rispetto ai reati-assegnati è cruciale; l'assenza di questa gravità può rendere non proporzionale la misura più afflittiva.
- In difesa, è efficace contestare l'attendibilità degli elementi di identificazione e richiedere che la sussistenza dei gravi indizi per l'associazione sia supportata da più elementi convergenti (contatti, ruoli, comunicazioni, modalità operative).
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