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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31555/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Genertel convenne Poste Italiane per ottenere il risarcimento della somma corrisposta due volte a seguito di un bonifico domiciliato: nel 2014 Genertel aveva disposto un bonifico a favore di Antonio Volpe e inviato al domicilio del beneficiario la password necessaria per la riscossione; Poste aveva pagato a persona diversa che esibì documenti di identità e il codice fiscale e ritirò con la password. Il Giudice di pace accolse la domanda richiamando l'art. 43, comma 2, della legge sugli assegni; il Tribunale di Trieste riformò e rigettò la domanda ritenendo che Poste avesse dimostrato di aver adempiuto con diligenza (pagamento a soggetto munito di documento con le generalità, codice fiscale e password). Genertel ha impugnato in Cassazione denunciando travisamento della prova (discordanza tra documenti circa la data di nascita), erronea attribuzione di colpa e nullità della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la censura relativa a un presunto addebito di responsabilità a Genertel e infondate le doglianze sul travisamento della prova e sulla nullità della sentenza. Sul punto del travisamento la Corte ha richiamato i rigorosi presupposti per l'ammissibilità del vizio in sede di legittimità e ha constatato che Poste aveva depositato copie dei documenti che risultavano concordi (stessa data di nascita) e che la ricorrente non aveva spiegato la presunta difformità. Per tali ragioni la pronuncia di merito è stata ritenuta motivata e incensurabile. Le spese di grado di legittimità sono compensate integralmente, salvo l'onere per la ricorrente di versare un ulteriore contributo unificato; le spese del presente giudizio di legittimità sono poste a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 43 legge sugli assegni (richiamata in primo grado)

    Nel primo grado tale norma era stata interpretata come responsabilità della banca per il pagamento a persona non legittimata a prescindere dalla colpa; tuttavia il giudice di merito successivo ha inquadrato la controversia nel regime contrattuale e ha ritenuto che la banca possa esonerarsi dimostrando di aver adempiuto con la diligenza dovuta

  • art. 115 c.p.c.

    Principi sulla valutazione della prova da parte del giudice: richiamato nel contesto del possibile travisamento della prova e del sindacato in Cassazione sulla valutazione probatoria

  • art. 116 c.p.c.

    Regole sulla formazione della prova per presunzioni e mezzi di prova: richiamato nell'ambito delle censure probatorie

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    Fondamento della cassazione per travisamento della prova: la Corte ricorda i rigorosi requisiti perché questo vizio sia sindacabile in Cassazione (errore sulla esistenza/contenuto oggettivo della prova, discussione tra le parti, decisività)

  • art. 1227 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente in tema di concorso di colpa; la Corte ha ritenuto però che il giudice di merito non abbia escluso responsabilità per concorso di colpa della banca ma abbia esaminato l'adempimento/diligenza della stessa

  • artt. 1218, 1175 e 1176, comma 2 c.c.

    Norme sul contenuto delle obbligazioni e sul grado di diligenza richiesto al debitore contrattuale: la questione centrale è stata se Poste avesse adempiuto con la diligenza richiesta dalle condizioni contrattuali

  • art. 2697 c.c.

    Regola sulla ripartizione dell'onere della prova: la Corte ha trattato la questione del caricarsi dell'onere probatorio e del modo in cui la banca poteva esonerarsi dimostrando la propria diligenza

  • art. 35, comma 2, D.P.R. n. 445/2000

    Riferimenti sulla documentazione amministrativa: usata nel ragionamento probatorio circa i documenti esibiti

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Norma che consente l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato in Cassazione: la Corte ha rilevato i presupposti per l'applicazione nei confronti della ricorrente

  • art. 385, comma 1 c.p.c.

    Norma sui costi del giudizio di legittimità: la Corte ha posto le spese di legittimità a carico del ricorrente

Massime di principio

  • In controversie su bonifici domiciliati/ritiri in contanti il soggetto che ha pagato può esonerarsi dalla responsabilità contrattuale se dimostra di aver adempiuto con la diligenza prevista dal contratto (es. pagamento a soggetto munito di documento d'identità con generalità corrispondenti, codice fiscale e password ricevuta).
  • La ripartizione dell'onere della prova in azioni contrattuali impone al creditore di allegare l'inadempimento del debitore; il debitore/istituto di pagamento può scagionarsi dimostrando l'esatta esecuzione o l'assenza di colpa mediante elementi probatori.
  • Il sindacato in Cassazione sul cosiddetto 'travisamento della prova' è molto limitato: occorre che il giudice abbia utilizzato prove inesistenti o abbia attribuito loro un contenuto oggettivamente e inequivocabilmente diverso, che tale questione sia stata controversa tra le parti e che l'errore sia stato decisivo per l'esito della causa.
  • Per contestare efficacemente la veridicità o la conformità di documenti esibiti dal terzo è necessario produrre e spiegare in giudizio elementi contrapposti (es. copie, dichiarazioni, perizie) già in sede di merito; mancata spiegazione di presunte discrepanze rende inefficaci le censure successive in Cassazione.
  • La nullità di una sentenza per vizio di motivazione richiede la totale mancanza o l'incomprensibilità della motivazione; un semplice difetto di sufficienza non è idoneo a determinare la nullità.
  • Misure pratiche in situazioni simili: conservare e produrre le prove dell'invio delle credenziali (modalità, data, tracciamento), richiedere più elementi identificativi al beneficiario, annotare le procedure contrattuali seguite dall'istituto e contestare tempestivamente ogni anomalia per non pregiudicare l'efficacia probatoria.

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