Cassazione Penale, Sentenza n. 46094/2022 del 06/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che confermava la condanna pronunciata dal GUP a seguito di giudizio abbreviato per il reato previsto dall'art. 95 (patrocinio a spese dello Stato): il Grimaldi era accusato di aver falsamente dichiarato, nell'istanza per il gratuito patrocinio, di essere unico componente del nucleo familiare e di non avere redditi per il 2015 e 2016, mentre risultava convivente con i genitori e con un reddito familiare superiore alla soglia prevista. Il ricorso articolava tre motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di norme processuali per il mancato esame in dibattimento della convivente Centineo Rita (rinnovazione istruttoria); 2) insufficiente motivazione sulla sussistenza del dolo, essendo la divergenza dovuta a negligenza e non a volontà di ingannare; 3) mancata esclusione della recidiva nel trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso in tutti i motivi. Quanto al primo, ha ritenuto che l'imputato, avendo rinunciato alla condizione che subordinava il giudizio abbreviato all'assunzione di quella prova e optato per l'abbreviato semplice, non poteva poi dedurre il mancato esame come motivo di gravame (con riferimento alla giurisprudenza costituzionale e di legittimità). Sul secondo motivo la Corte ha confermato che la dichiarazione mendace, che affermava l'assenza di qualsiasi introito e la convivenza da solo, esclude la semplice negligenza e integra il dolo: l'errore sulla normativa del patrocinio non è scusante perché riguarda una norma estranea alla legge penale nel senso rilevante per l'art. 47 c.p.; in particolare l'art. 76 D.Lgs. 115/2002 non produce un "errore scusante". Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto corretta la considerazione della recidiva da parte della Corte distrettuale, la quale ha però rideterminato il trattamento sanzionatorio concedendo attenuanti generiche equivalenti alla recidiva e all'aggravante contestata. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 95 D.Lgs./D.P.R. 115/2002
Norma incriminatrice riferita alle false dichiarazioni nell'istanza per il patrocinio a spese dello Stato; la Corte ha ritenuto integrato il reato per le dichiarazioni mendaci rese dal ricorrente.
art. 76 D.Lgs. n. 115/2002
Norma che disciplina il patrocinio a spese dello Stato: la Corte ha affermato che l'errore relativo a questa norma non è idoneo a costituire errore scusante sulla legge penale, essendo errore su norma diversa dalla legge penale non rilevante ai sensi dell'art. 47 c.p.
art. 47 cod. pen.
Richiamato per precisare i limiti dell'errore scusante sulla legge penale; la Corte interpreta che l'errore su norme diverse dalla legge penale è inescusabile quando tali norme sono integrate nella fattispecie penale
art. 438, comma 6, cod. proc. pen. (richiamo alla sentenza Corte cost. n.169/2003)
Richiamato in relazione alla possibilità di riproporre richieste probatorie dopo il rigetto di un abbreviato condizionato; la Corte ricorda la giurisprudenza che limita la deducibilità del mancato esame quando l'imputato non ripropone la condizione prima dell'apertura del dibattimento
art. 603, comma 3, cod. proc. pen.
Citato per la possibilità che il giudice eserciti d'ufficio poteri di integrazione istruttoria; la Corte rileva che resta la facoltà di sollecitare tali poteri ma non può trasformare automaticamente la mancata prova subordinata a un abbreviato condizionato in motivo di gravame se l'imputato ha optato per l'abbreviato semplice
Massime di principio
- Se un imputato richiede un giudizio abbreviato condizionato all'assunzione di una prova e poi, dopo il rigetto, opta per l'abbreviato semplice, non può poi lamentare in grado di legittimità il mancato esame di quella prova come vizio decisivo; la richiesta probatoria deve essere riproposta nei termini processuali o si può sollecitare l'integrazione d'ufficio ai sensi dell'art. 603 c.p.p.
- Per affermare il dolo nelle dichiarazioni rese per l'ammissione al gratuito patrocinio occorre valutare il contenuto e la chiarezza delle affermazioni: dichiarazioni nette e complete sull'assenza di redditi e sulla composizione del nucleo, in presenza di elementi contrari comprovati, fanno propendere per il dolo e non per la mera negligenza.
- L'errore relativo a norme che disciplinano situazioni di diritto non penale richiamate nella fattispecie penale (es. norme sul patrocinio a spese dello Stato) difficilmente costituisce errore scusante sulla legge penale ai sensi dell'art. 47 c.p.; l'errore di diritto in queste ipotesi è inescusabile.
- La recidiva deve essere valutata nel trattamento sanzionatorio e può essere compensata da attenuanti; spetta al giudice motivare la valutazione del reale disvalore del fatto e l'eventuale equivalenza di attenuanti alla recidiva.
- In fase di impugnazione è essenziale precisare e reiterare richieste probatorie rilevanti nei termini processuali e, se si intende vincolare la decisione alla produzione di una prova, non rinunciare implicitamente a tale condizione cambiando modalità di trattazione (es. da abbreviato condizionato a semplice).
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