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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08282/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il detenuto XXXXXXXXXXX, ristretto nella Casa circondariale di Rovigo, aveva chiesto un permesso per visite familiari ai sensi dell'art. 21-ter Ord. pen. Il Magistrato di sorveglianza di Padova aveva autorizzato la richiesta (provvedimento 17/09/2025), mentre il GIP di Bari si era dichiarato competente e aveva rigettato la stessa istanza (provvedimenti 19 e 22/09/2025). Si è così determinata una stasi processuale per la concorrenza di due giudici sulla medesima istanza e il Magistrato di sorveglianza di Padova ha sollevato conflitto positivo di competenza davanti alla Corte di Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha attribuito la competenza al Magistrato di sorveglianza di Padova (ufficio competente rispetto all'istituto di pena di Rovigo dove il richiedente è ristretto). Ha ritenuto prevalente l'interpretazione dell'art. 21-ter Ord. pen., che assegna la decisione al magistrato di sorveglianza (o, in casi di assoluta urgenza, al direttore dell'istituto). Ha disposto la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Padova e ha autorizzato l'obliterazione delle generalità in caso di diffusione del provvedimento ai sensi dell'art. 52, comma 1, d.lgs. n.196/2003.

Norme richiamate

  • art. 21-ter Ord. pen. (legge 26 luglio 1975 n. 354)

    l’avente diritto è autorizzato "con provvedimento del magistrato di sorveglianza o, in caso di assoluta urgenza, del direttore dell'istituto"

    La Corte interpreta l'art. 21-ter come norma che attribuisce in via esclusiva la competenza al magistrato di sorveglianza (con possibilità residuale per il direttore in caso d'urgenza), escludendo la competenza del giudice per le indagini preliminari

  • art. 30 Ord. pen.

    per l'imputato, prevede espressamente la competenza del giudice del merito, attraverso il richiamo all'art. 11 Ord. pen.

    La norma disciplina un diverso tipo di permesso (riguardante l'imputato) e rinvia alla competenza del giudice del merito; da ciò la Corte distingue i due regimi normativi e ne ricava la diversa distribuzione di competenze

  • art. 28, comma 1, lett. b) e art. 30 cod. proc. pen.

    Fondo procedurale: gli artt. richiamati regolano la procedura di devoluzione del conflitto di competenza alla Corte di Cassazione, consentendo la rimessione degli atti per la risoluzione

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Norma sulla protezione dei dati personali: la Corte dispone l'obliterazione delle generalità e dei dati identificativi nella riproduzione del provvedimento qualora vi sia diffusione

Massime di principio

  • Per le richieste di permesso previste dall'art. 21-ter Ord. pen. (visite a minore infermo, figlio, coniuge o convivente con handicap grave) la competenza spetta al magistrato di sorveglianza dell'ufficio di sorveglianza cui è collegato l'istituto di pena di detenzione; il direttore dell'istituto può decidere solo in casi di assoluta urgenza.
  • Il regime di competenza per i permessi dipende dalla tipologia del soggetto e del permesso: se la domanda rientra nell'art. 30 (ad esempio per l'imputato) occorre guardare al richiamo all'art. 11 e alla competenza del giudice del merito; non sono intercambiabili le competenze fra discipline diverse.
  • Quando due giudici assumono cognizione della stessa istanza e adottano provvedimenti contrastanti si configura un conflitto di competenza ammissibile, che determina stasi processuale e può essere devoluto alla Corte di Cassazione per la risoluzione.
  • La competenza territoriale/ufficiale è collegata alla sede dell'istituto di pena in cui il richiedente è ristretto: gli atti devono essere trasmessi all'ufficio di sorveglianza competente per quell'istituto.
  • Nei provvedimenti giudiziari che possono essere diffusi occorre rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali; la Corte può disporre l'obliterazione delle generalità e dei dati identificativi.

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