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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33112/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La motivazione dell'inammissibilità risiede nella manifesta infondatezza dei motivi, tutti ritenuti già adeguatamente confutati dalla sentenza d'appello, sia sul punto della recidiva sia sul trattamento sanzionatorio e sulla mancata applicazione di una pena sostitutiva.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 31 marzo 2025, deducendo tre profili: 1) la erronea ritenuta recidiva, sostenendo che non vi fossero i presupposti per la sua applicazione; 2) la congruità della pena e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 3) la mancata concessione di una pena sostitutiva. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché la Corte territoriale aveva motivato la recidiva reiterata specifica valorizzando la tipologia dei reati, tra cui un precedente di evasione ritenuto espressivo di un analogo disprezzo per i provvedimenti dell'autorità, e la loro sequenza cronologica, elementi idonei a fondare un giudizio di maggiore colpevolezza e il conseguente aumento di pena. Anche il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato, poiché la decisione impugnata aveva considerato sia la gravità del reato sia la negativa personalità del ricorrente, elementi che giustificavano il diniego delle attenuanti generiche. Il terzo motivo è stato parimenti respinto, in quanto la pena sostitutiva era stata esclusa perché non idonea a perseguire le finalità rieducative e di prevenzione.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Il precedente per evasione è stato valorizzato come indice di analogo disprezzo per i provvedimenti dell'autorità, in raffronto al reato contestato ex art. 337 c.p., ai fini del giudizio sulla recidiva.

  • art. 545-bis c.p.p.

    La pena sostitutiva può essere negata quando, alla luce della gravità del reato e della personalità dell'imputato, non sia ritenuta idonea a perseguire le finalità rieducative e di prevenzione.

Massime di principio

  • La recidiva reiterata specifica può essere motivatamente riconosciuta quando il giudice valorizzi la tipologia dei precedenti, la loro connessione con il reato attuale e la loro successione cronologica, così da giustificare un giudizio di maggiore colpevolezza e l'aumento di pena.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se sorretto da una motivazione che richiami elementi individualizzanti negativi, come la gravità del fatto e la personalità dell'imputato.
  • La concessione di una pena sostitutiva non è dovuta in modo automatico: può essere negata quando il giudice ritenga, con motivazione non illogica, che la misura non sia idonea a realizzare le finalità rieducative e di prevenzione.
  • In sede di legittimità sono manifestamente infondati i motivi che si limitano a contestare valutazioni di merito già congruamente argomentate dal giudice di appello, senza evidenziare vizi logici o giuridici decisivi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiRecidiva

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