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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22617/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione, con decisione del 27 maggio 2026, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da entrambi i ricorrenti avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 19 novembre 2025. Ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Dal solo dispositivo emerge che due persone fisiche hanno proposto ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte di appello di Roma del 19 novembre 2025. Il testo fornito non contiene il corpo della motivazione della sentenza di legittimità né l'indicazione dei capi di imputazione o dei motivi di ricorso articolati, per cui non è possibile ricostruire i fatti storici contestati, i reati ascritti o le specifiche censure dedotte. È tuttavia certo che la Corte di cassazione ha esaminato i ricorsi e li ha dichiarati inammissibili, con conseguente condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in via consequenziale, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, il giudizio non viene esaminato nel merito e restano ferme le statuizioni della decisione impugnata.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, nei limiti previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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