Ordinanza n. 599/2026 - Palermo, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR non ha deciso nel merito i motivi di ricorso né ha dichiarato definitivamente l'improcedibilità. Rilevata d'ufficio la possibile sopravvenuta improcedibilità, ha disposto il contraddittorio sulla sola questione, assegnando alle parti quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza per il deposito di memorie. Il giudizio resta quindi interlocutorio, in attesa delle osservazioni delle parti.
Atto impugnato: revoca della convenzione per l'erogazione di prestazioni di riabilitazione e revoca dell'accreditamento istituzionale
Esito
La controversia
L'associazione ha impugnato la revoca della convenzione sottoscritta per l'erogazione di prestazioni di riabilitazione, disposta dall'ASP di Palermo, nonché la successiva revoca dell'accreditamento istituzionale disposta dall'Assessorato regionale della Salute, chiedendo altresì l'annullamento degli atti prodromici, connessi e conseguenziali. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., una possibile causa di improcedibilità del ricorso, alla luce dell'avvenuto dissequestro dei beni e della riconsegna dell'associazione agli aventi diritto da parte dell'amministratore giudiziario, come risultante dal verbale del 5 agosto 2025 depositato in altro ricorso trattato nella medesima udienza.
Norme richiamate
art. 73, comma 3, c.p.a.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
Il Collegio lo richiama quale base per sottoporre alle parti, dopo il passaggio in decisione, la questione rilevata d'ufficio relativa alla possibile improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Quando, dopo il passaggio della causa in decisione, il giudice rileva d'ufficio una possibile causa di improcedibilità non previamente discussa, deve sottoporla al contraddittorio delle parti prima di definire il giudizio.
- L'eventuale venir meno dell'interesse alla decisione, conseguente a fatti sopravvenuti quali il dissequestro e la restituzione del possesso dei beni o dell'organizzazione interessata, può determinare l'improcedibilità del ricorso, ma tale esito deve essere verificato nel contraddittorio processuale.
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