Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 2445/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 3459/2023, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202400783

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. VI, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di sospensione dei lavori, demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, nonché contro il diniego di accertamento di conformità paesaggistica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza di primo grado deducendo, anzitutto, l'illegittimità dell'ordine di demolizione relativo a un immobile sottoposto a sequestro penale, richiamando un precedente ritenuto favorevole. Ha inoltre contestato l'individuazione delle opere abusive e dell'area di sedime, sostenendo che l'ordinanza non avrebbe identificato adeguatamente i manufatti da demolire. Ha censurato la qualificazione delle opere — in particolare tettoia e containers — come interventi di nuova costruzione, sostenendone la natura pertinenziale, temporanea e precaria e chiedendo l'applicazione della sanzione pecuniaria in luogo della demolizione. Infine, ha contestato il diniego di sanatoria paesaggistica, sulla base della diversa qualificazione delle opere e dell'interpretazione delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore comunale. Il Comune ha eccepito anche l'inammissibilità dell'appello per genericità dei motivi.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, ritenendo non necessario esaminare l'eccezione di inammissibilità per genericità dei motivi, poiché il gravame era comunque infondato nel merito. Quanto al sequestro penale, ha affermato che l'ordine di demolizione relativo a un immobile sequestrato non è nullo, ma valido e temporaneamente privo di esecutività finché perdura il sequestro; i due provvedimenti possono coesistere e il sequestro non costituisce un impedimento assoluto all'ottemperanza, potendo l'interessato attivarsi per ottenere il dissequestro. Quanto all'individuazione delle opere, ha rilevato che l'ordinanza indicava l'area mediante i riferimenti catastali, l'area suscettibile di acquisizione, gli interventi illeciti e gli esiti dell'istruttoria; la mancata o inesatta indicazione della superficie non inficia di per sé l'ordine di demolizione. La censura sulla natura temporanea, precaria o pertinenziale delle opere è stata respinta perché non supportata da elementi oggettivi e comunque incompatibile con le risultanze istruttorie, che qualificavano gli interventi come nuove costruzioni. Il Collegio ha inoltre ribadito che la fiscalizzazione dell'abuso ha natura eccezionale, presuppone la dimostrata impossibilità di demolire senza pregiudizio per la parte conforme dell'immobile ed è rimessa a una valutazione discrezionale dell'amministrazione. Il motivo relativo al diniego di sanatoria è stato respinto perché fondato su una qualificazione delle opere già esclusa e perché le norme tecniche invocate non offrivano un adeguato supporto alle tesi dell'appellante; risultava inoltre non contestata l'applicazione di altra disposizione delle NTA ritenuta ostativa. La sentenza di primo grado è stata quindi confermata. La società appellante è stata condannata al pagamento di euro 4.000, oltre accessori, per le spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 2, c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Consente al giudice di motivare per relationem e fare rinvio alla giurisprudenza condivisa per esigenze di sinteticità.

  • art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato quale fondamento della motivazione sintetica della decisione.

  • art. 42 delle NTA del PRG del Comune di Casagiove

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La società ne invocava l'interpretazione a sostegno della sanatoria, ma il Consiglio di Stato ha ritenuto che non contenesse un appiglio testuale idoneo.

  • art. 48 delle NTA del PRG del Comune di Casagiove

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La sua applicabilità, non specificamente contestata dall'appellante, è stata ritenuta coerente con la decisione di primo grado sul diniego di sanatoria.

Massime di principio

  • L'ordine amministrativo di demolizione relativo a un immobile sottoposto a sequestro penale non è nullo: è valido, ma temporaneamente privo di esecutività finché il sequestro permane. Il sequestro penale e l'ordine di demolizione possono coesistere, poiché il primo inibisce temporaneamente l'esecuzione del secondo senza eliminarne la validità.
  • Il sequestro penale di un manufatto non costituisce un impedimento assoluto all'ottemperanza all'ordine di demolizione né un factum principis idoneo a escludere la responsabilità dell'obbligato, che può attivarsi per ottenere il dissequestro nei tempi necessari all'esecuzione del ripristino.
  • La mancata o inesatta indicazione, nell'ordinanza di demolizione, della superficie da acquisire non determina di per sé l'illegittimità dell'atto quando l'area, le opere abusive, i riferimenti catastali e gli esiti dell'istruttoria consentano di individuare sufficientemente l'oggetto dell'ordine repressivo.
  • La fiscalizzazione dell'abuso edilizio costituisce rimedio eccezionale, applicabile soltanto in caso di dimostrata impossibilità di eseguire il ripristino senza pregiudicare la parte conforme dell'immobile, ed è comunque subordinata a una valutazione discrezionale dell'amministrazione.
  • La qualificazione di un'opera come temporanea, precaria o pertinenziale non può fondarsi su una mera allegazione soggettiva del privato, ma deve risultare da elementi obiettivi e dalle caratteristiche concrete dell'intervento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioSanatoria paesaggisticaAppello
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiEfficacia ed esecutorietàDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivoDecadenza e tardività

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.