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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10773/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento relativo all'esercizio 2009 (IRES, IRAP e IVA) per circa Euro 1.205.289,12; principali censure: nullità del processo verbale di constatazione (pvc) e degli atti derivati per presunta violazione del termine di permanenza degli ispettori oltre i 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 5, legge n. 212/2000; contestazione della ripresa a tassazione della svalutazione (minusvalenza) dell'immobile sito a Parigi contabilizzato tra le rimanenze e deducibilità della relativa svalutazione ai sensi dell'art. 92 TUIR; censure aggiuntive su varie riprese di costi (interessi attivi, spese immobili, pulizie, assicurazioni, manutenzioni) e dedotta duplicazione dell'imposta per effetto della mancata applicazione degli articoli del TUIR aventi efficacia sugli esercizi successivi.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha confermato le pronunce dei giudici di merito: 1) il termine di cui all'art. 12, comma 5, legge n. 212/2000 è meramente ordinatorio e non perentorio; la violazione non determina nullità del pvc né degli atti d'accertamento, e il conteggio dei giorni rileva in base alla giurisprudenza consolidata sui giorni di effettiva presenza degli operatori; 2) l'art. 92 TUIR è stato interpretato dalla Corte in senso restrittivo: il criterio del minore tra valore di mercato (valore normale) e costo specifico previsto dal comma 5 si applica solo ai beni raggruppabili in categorie omogenee per natura e per valore e non ai beni valutati a costi specifici; pertanto la svalutazione della rimanenza immobiliare di Parigi non è deducibile nel 2009 nei termini prospettati dal ricorrente; 3) le censure sulla duplicazione d'imposta e sulla necessità di riliquidare esercizi successivi sono inammissibili o infondate per difetto probatorio e per i limiti della devoluzione (l'accertamento riguardava il solo 2009); 4) le eccezioni di omessa pronuncia su varie riprese di costo sono state ritenute precluse o comunque non sussistenti alla stregua delle motivazioni già rese nei gradi di merito. Conseguentemente il resistente (Agenzia delle Entrate) ha prevalso e il ricorso è stato respinto.

Norme richiamate

  • legge n. 212/2000, art. 12, comma 5

    Il termine di permanenza degli operatori presso la sede del contribuente ha natura meramente ordinatoria, non perentoria; il conteggio è riferito ai giorni di effettiva presenza e la sua violazione non comporta automaticamente la nullità del pvc o degli atti derivati

  • TUIR (D.P.R. n. 917/1986), art. 92, comma 1

    le variazioni delle rimanenze finali concorrono a formare il reddito... la valutazione puo' essere effettuata a costi specifici o a norma dell'art. 93 o attribuendo a ciascun gruppo un valore non inferiore a quello determinato a norma delle disposizioni che seguono

    Il comma 1 stabilisce un sistema alternativo e autonomo di criteri fiscali per la valutazione delle rimanenze; i beni valutati a costi specifici non sono automaticamente assoggettati al meccanismo del valore minimo previsto per le categorie omogenee

  • TUIR, art. 92, comma 5

    se in un esercizio il valore unitario medio dei beni, determinato a norma dei commi 2, 3 e 4, e' superiore al valore normale medio di essi nell'ultimo mese dell'esercizio, il valore minimo di cui al comma 1 e' determinato moltiplicando l'intera quantita' dei beni per il valore normale

    Il comma 5 riguarda esclusivamente i beni raggruppabili in categorie omogenee e non può essere esteso ai beni valutati a costi specifici; il valore normale fiscale previsto ha parametri diversi dal valore normale civilistico

  • TUIR, art. 83

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della prevalenza delle regole civilistiche: la Corte ricorda che il TUIR prevede il reddito d'impresa risultante dal conto economico civilistico salvo deroghe esplicite, ma interpreta l'art. 92 come disciplina autonoma in materia di rimanenze

  • TUIR, art. 110, comma 8

    Norma evocata dal ricorrente per sostenere l'effetto delle rettifiche sugli esercizi successivi; la Corte ritiene che, data la devoluzione limitata al 2009 e la mancata prova delle riliquidazioni, non possa essere invocata la duplicazione d'imposta senza specifiche prove e senza atti di accertamento relativi agli anni successivi

  • TUIR, art. 97, comma 2

    Riferimento normativo usato nella censura sulla rilevanza delle rettifiche sugli esercizi successivi; la Corte osserva che per ottenere effetti verso esercizi successivi era necessario che tali esercizi fossero stati oggetto di accertamento e devoluzione

  • TUIR, art. 163

    Richiamato dal ricorrente per impedire doppia tassazione: la Corte richiede prova documentale e la corretta delimitazione degli esercizi interessati per valutare la questione

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 67

    Norma richiamata in tema di divieto di applicare la stessa imposta piu' volte per lo stesso presupposto; la Corte ritiene che la deduzione di tale violazione richieda prova e corretta estensione dell'accertamento

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Norma di legge invocata come motivo di cassazione per violazione di legge; la Corte ha esaminato le doglianze di diritto e le ha ritenute infondate o inammissibili

  • Codice di procedura civile, art. 348-ter, comma 5

    Principio della doppia conforme applicato: valutazioni di fatto e motivazioni conformi in primo e secondo grado sono ostative alla rinnovazione in sede di legittimità

  • Legge n. 22/2000, artt. 10 e 12

    Norme invocate dal ricorrente insieme ai principi di ragionevolezza e proporzionalita' in relazione alla durata della verifica; la Corte ha respinto la censura, confermando il carattere ordinatorio del termine di permanenza

Massime di principio

  • Il termine di permanenza degli ispettori previsto dall'art. 12, comma 5, legge n. 212/2000 ha natura ordinatoria: la sua violazione non comporta automaticamente la nullita' del pvc o degli atti d'accertamento, salvo diversa disposizione legislativa.
  • Per il calcolo dei giorni di permanenza si valorizzano, secondo la giurisprudenza consolidata, i giorni di effettiva presenza degli operatori presso la sede del contribuente e non il semplice arco temporale fra inizio e chiusura delle operazioni.
  • In materia di valutazione delle rimanenze ai fini fiscali l'art. 92 TUIR costituisce un sistema autonomo rispetto alle regole civilistiche: il criterio del minore tra valore normale e costo specifico (comma 5) si applica solo ai beni raggruppabili in categorie omogenee e non ai beni valutati a costi specifici.
  • La deduzione di una perdita o svalutazione in un esercizio e la presunta successiva deduzione o quantificazione della minusvalenza alla vendita richiedono prove documentali e, se si invoca effetto sugli esercizi successivi, atti di accertamento pertinenti a quegli esercizi; senza tali elementi la doglianza sulla duplicazione d'imposta è priva di fondamento.
  • In cassazione le doglianze devono essere autosufficienti e documentate: affermazioni generiche o non supportate da atti e prove depositate in giudizio sono inammissibili o destinate al rigetto.
  • La doppia conforme tra primo e secondo grado limita la possibilita' di rimettere in discussione in cassazione valutazioni di fatto e motivazioni ritenute entrambe convincenti dai giudici di merito; la Corte di cassazione interviene prevalentemente su questioni di diritto.

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