Cassazione Penale, Sentenza n. 39751/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per tre motivi: 1) mancata applicazione ex officio della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis cod. pen.), alla luce anche delle modifiche introdotte dal d.lgs. 10/10/2022 n.150; 2) mancata riconduzione della fattispecie a furti minori (art. 626 cod. pen.) o ad appropriazione indebita (art. 646 cod. pen.), sostenendo che avesse un potere autonomo di uso sui carrellati e che sarebbe mancata la querela; 3) illegittima conferma della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici (art. 28 cod. pen.) nonostante la riqualificazione del reato da delitto proprio a furto aggravato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i primi due motivi manifestamente infondati e/o generici: il giudice di merito aveva valutato la gravità della sottrazione dei carrellati, il dolo (seppur modesto) e l'entità del danno, escludendo la tenuità e ritenendo infondato il ricorso alla figura dell'appropriazione indebita (poiché il ricorrente non aveva titolo di detenzione). Ha invece accolto il terzo motivo: la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla mancata revoca delle pene accessorie (interdizione dai pubblici uffici e divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per cinque anni), poiché la riqualificazione da reato proprio a furto aggravato fa venir meno il presupposto soggettivo per quelle pene accessorie. Il ricorso è dichiarato inammissibile nel resto.
Norme richiamate
art. 131‑bis cod. pen.
causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto
può essere rilevata d'ufficio in qualunque stato e grado del processo; richiede valutazione complessa e congiunta di modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o del pericolo
art. 624 cod. pen.
il caso è stato qualificato come furto aggravato ai sensi dell'art. 624 e 625 n.7‑bis; il furto richiede l'impossessamento mediante atto di spoglio dal detentore
art. 625 n.7‑bis cod. pen.
configura l'aggravante applicata alla fattispecie di furto contestata
art. 626 cod. pen.
l'attenuante prevista per i furti minori (es. uso momentaneo e immediata restituzione) non è stata ritenuta applicabile alla condotta, che è risultata stabile e continuativa
art. 646 cod. pen.
esclude la configurabilità quando non sussista un titolo di detenzione originario; qui è stato ritenuto che l'imputato non avesse ricevuto legittima disponibilità dei carrellati
art. 28 cod. pen.
pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici
la pena accessoria è tipica dei reati propri commessi da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio; la riqualificazione in reato improprio comporta la caducazione di tali pene accessorie
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150
modifiche alla disciplina dell'art. 131‑bis
introduzione/aggiornamento di limiti edittali e criteri applicativi per la causa di non punibilità per particolare tenuità, richiamata dal ricorrente ma non ritenuta applicabile nel caso concreto
Giurisprudenza (Sez. Un. n.13681/2016; Sez. IV n.29139/2023)
principi sulla valutazione della tenuità e sulla rilevabilità d'ufficio
la sentenza richiama il principio che la valutazione della particolar tenuità richiede una valutazione complessa e che l'istituto è rilevabile d'ufficio in ogni grado
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131‑bis è valutazione complessa e può essere rilevata d'ufficio, ma richiede argomentazione motivata sulle modalità della condotta, grado di colpevolezza e danno: mere asserzioni generiche non sono sufficienti.
- La distinzione tra furto e appropriazione indebita dipende dal titolo del possesso: se l'agente sottrae la cosa al legittimo detentore con atto di spoglio si configura il furto; se invece era legittimamente in possesso e ne muta la destinazione si profila appropriazione indebita.
- Le attenuanti previste per i furti minori (art. 626) richiedono elementi concreti come l'uso momentaneo e l'immediata restituzione; l'uso stabile o continuativo della cosa sottratta esclude l'applicazione di tale attenuante.
- Le pene accessorie legate allo status di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio presuppongono la qualificazione del reato come delitto proprio: la riqualificazione in reato improprio comporta la caducazione delle correlate pene accessorie.
- In Cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi con la ricostruzione di merito; censure generiche o non motivate sul punto non ottengono accoglimento.
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