Sentenza del 12/11/2020 n. 121 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata
Deducibilità costi d'impresa - Prestazioni di servizi via internet - Continuità valori di bilancio - Documentazione extracontabile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia sulla deducibilità dei costi e sulla corretta determinazione dei ricavi per l'attività di vendita di test di intolleranza alimentare svolta anche tramite intermediari operanti via internet; contestata indeducibilità di spese per vestiario, ristoranti, trasporti e presunta mancata contabilizzazione di ricavi (fatture emesse non registrate). Questioni connesse: applicazione del principio di inerenza (art. 109 TUIR), corretta netta rappresentazione dei ricavi quando interviene un soggetto intermediario online, principio di continuità dei valori di bilancio (rimanenze), e valore probatorio della documentazione extracontabile.
La decisione
La Commissione d'Appello ha riunito gli appelli e deciso parzialmente a favore del ricorrente e parzialmente a favore dell'Amministrazione. Ha accolto il ricorso del contribuente limitatamente alla deducibilità dei costi per euro 5.893,69 (ritenuti inerenti e detraibili) e ha accolto la pretesa dell'Agenzia limitatamente ai corrispettivi risultanti da fatture emesse ma non contabilizzate per un imponibile di euro 5.014,50 (da assoggettare a IRPEF, IRAP e IVA). Il Collegio ha inoltre confermato che l'Ufficio non aveva adeguatamente motivato la mancata deducibilità dei costi per euro 5.893,69 e che, viceversa, l'accertamento che riallinea ricavi basandosi su fatture emesse dalla fornitrice senza verifica delle giacenze di magazzino e senza prova analitica della 'nettizzazione' dei ricavi era carente. Ha altresì affermato la rilevanza probatoria della documentazione extracontabile (fatture emesse non contabilizzate) quale elemento presuntivo valido per l'accertamento.
Norme richiamate
art. 109 TUIR (D.P.R. 917/1986)
Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi
L'inerenza va valutata come correlazione qualitativa tra spesa e attività d'impresa (non necessariamente collegamento diretto a un singolo ricavo); l'Amministrazione deve indicare indici sintomatici del difetto di inerenza per escludere la deducibilità.
art. 66 TUIR (testo applicabile per i soggetti in contabilità semplificata nel periodo considerato)
Il reddito d'impresa ... è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi... conseguiti nel periodo d'imposta e l'ammontare delle spese documentate sostenute nel periodo stesso.
Occorre chiarire il regime contabile dell'impresa (semplificata vs ordinaria) perché da ciò dipende il metodo di determinazione del reddito e quali elementi devono essere valutati nell'accertamento.
art. 92 TUIR (D.P.R. 917/1986)
Principio di continuità dei valori di bilancio: le rimanenze finali costituiscono esistenze iniziali dell'esercizio successivo e le variazioni concorrono a formare il reddito; pertanto l'accertamento che ricostruisce vendite deve considerare le rimanenze e può richiedere ispezione/fisica verifica.
art. 52 D.P.R. 633/1972
L'articolo disciplina le ispezioni e verifiche: l'Ufficio, per provare quantità di magazzino e vendite, doveva procedere a verifica/ispezione ai fini di provare le giacenze e non limitarsi ad accertamenti 'a tavolino'.
artt. 32 D.P.R. 600/1973 e 51 D.P.R. 633/1972
Norme che legittimano l'attività di controllo e richiesta di documentazione contabile da parte dell'Amministrazione; l'uso di tali poteri richiede chiarezza istruttoria e acquisizione degli elementi necessari (piano dei conti, inventario) per una rideterminazione autosufficiente dei ricavi.
Art. 53 Cost.
Principio costituzionale per la tassazione del profitto netto: in sede di ricostruzione dei ricavi devono essere considerati tutti i componenti negativi collegati all'attività, pena l'assoggettamento a imposta del profitto lordo.
Massime di principio
- Inerenza: va valutata come correlazione qualitativa fra la spesa e l'attività d'impresa (anche solo potenzialmente idonea a produrre reddito); non è sufficiente l'asserzione dell'Ufficio: deve indicare specifici indici che motivino il mancato riconoscimento dell'inerenza.
- Onere probatorio dell'Amministrazione: se l'Ufficio ricostruisce ricavi derivanti da operazioni con intermediari online, deve fornire prova analitica della netta esclusione dei costi connessi (es. costi per esecuzione test) e non limitarsi a confronti aritmetici non documentati.
- Continuità dei valori di bilancio: per imputare vendite o variazioni di rimanenze a un esercizio è necessario verificare le giacenze iniziali e finali (ispezione/verifica fisica o documentale adeguata); senza tale attività la ricostruzione delle vendite può essere illegittima.
- Documentazione extracontabile: fatture emesse o altri documenti rinvenuti fuori dalla contabilità regolare costituiscono prova presuntiva valida per l'accertamento anche senza irregolarità contabili formali, purché legittimamente acquisiti.
- Limiti all'accertamento 'a tavolino': la rideterminazione fiscale richiede un quadro istruttorio completo (piano dei conti, bilancio riclassificato, inventario) soprattutto per imprese che tengono bilancio; l'assenza di tali elementi rende l'accertamento non autosufficiente.
- Contestazione e onere di impugnazione: il contribuente deve specificamente contestare in giudizio tutti i rilievi che intende impugnare; omissioni possono rendere inammissibili alcune doglianze in appello.
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