Sentenza del 07/07/2021 n. 3388 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Varia - Associazioni Sportive Dilettantistiche - qualità ente - qualificazione fiscale attività svolte.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia sulla qualificazione fiscale delle attività svolte dall'ASD: l'Amministrazione aveva ritenuto che lo svolgimento di attività di natura commerciale, quantitativamente prevalenti rispetto a quelle istituzionali, comportasse la perdita della qualifica di ente non commerciale e l'applicazione del regime fiscale commerciale. La questione giuridica ha riguardato la distinzione tra la qualità dell'ente (ente non commerciale) e la qualificazione fiscale delle singole attività, nonché l'applicabilità delle agevolazioni fiscali previste dall'art. 48, comma 3, TUIR e dall'art. 4, comma 4, d.P.R. n. 633/72.
La decisione
La Corte (Cass. ord. n. 8182/2020 richiamata) ha affermato che occorre mantenere distinta la qualità dell'ente dalla qualificazione ai fini fiscali delle singole attività. Verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge per le agevolazioni fiscali previste dagli artt. richiamati, l'ASD non perde la qualifica di ente non commerciale a causa dello svolgimento di attività commerciali anche se queste producono entrate prevalenti rispetto a quelle istituzionali. In sostanza è stato confermato che la preponderanza reddituale da attività commerciali non comporta automaticamente la trasformazione normativa della natura dell'ente se sono rispettati i requisiti per le agevolazioni.
Norme richiamate
art. 48, comma 3, TUIR
La norma, come interpretata, consente di riconoscere specifiche agevolazioni fiscali alle associazioni sportive dilettantistiche per determinate attività connesse allo sport; la Corte ha ritenuto che il rispetto dei requisiti previsti da tale disposizione è decisivo per mantenere la qualificazione di ente non commerciale, indipendentemente dalla prevalenza quantitativa delle entrate commerciali
art. 4, comma 4, d.P.R. n. 633/72
La disposizione relativa all'IVA individua attività esenti o particolari regimi per le ASD; la Corte ha interpretato che l'applicabilità di questa norma — ove ricorrano i requisiti — impedisce che lo svolgimento di attività commerciali determini, di per sé, la perdita dello status di ente non commerciale
Massime di principio
- Distinguere sempre tra la qualità dell'ente (criteri statutari e di riconoscimento) e la qualificazione fiscale delle singole attività: la prevalenza di ricavi commerciali non implica automaticamente perdita di qualità di ente non commerciale.
- Verificare caso per caso il possesso dei requisiti previsti dalle norme agevolative (art. 48(3) TUIR e art. 4(4) DPR 633/72): se sono rispettati, le agevolazioni e la qualifica sostanziale dell'ente possono essere mantenute.
- Documentare e dimostrare formalmente il rispetto dei requisiti (statuti coerenti, iscrizioni/riconoscimenti necessari, finalità istituzionali, modalità di svolgimento delle attività) per opporsi ad accertamenti dell'Amministrazione finanziaria.
- Sezione contabilità separata: tenere distinta la contabilità delle attività istituzionali da quella delle attività commerciali per agevolare la qualificazione fiscale e la verifica della sussistenza dei requisiti.
- La valutazione è prevalentemente giuridico-formale (requisiti normativi e finalità statutaria) più che meramente quantitativa: attenzione quindi alla conformità formale alle disposizioni legislative e regolamentari.
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