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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16081/2024 del 17/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato di evasione (fatto del 23/02/2018) e l'aumento di pena per recidiva infraquinquennale. Denunciava l'erronea applicazione della recidiva perché alcune condanne richiamate dal giudice sarebbero divenute irrevocabili solo dopo il fatto per cui si procede (in particolare una condanna del 30/01/2016 e una per evasione del 21/09/2017 con sentenza ai sensi dell'art. 131-bis c.p.), rendendole quindi inidonee a giustificare l'aumento di pena. Inoltre censurava l'omessa motivazione sulla mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che il giudice non avrebbe valorizzato elementi positivi prodotti dalla difesa.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto il primo motivo aspecifico perché non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva richiamato anche altre pregresse condanne (furti del 2015) utili a desumere la maggiore pericolosità della ricorrente e quindi a giustificare l'aumento di pena per recidiva infraquinquennale. Quanto alle attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto legittimo il diniego, osservando che, ai fini della valutazione della capacita a delinquere e del comportamento complessivo del soggetto, il giudice può tener conto anche di condanne sopravvenute; ciò ha giustificato il rigetto della richiesta di riconoscimento delle attenuanti. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di evasione; il fatto contestato (allontanamento dagli arresti domiciliari il 23/02/2018) è stato inquadrato in base a questa disposizione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso; il ricorso è stato riassunto nei limiti stabiliti da tale disposizione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Riferimento alla procedura che aveva portato a una precedente condanna (patteggiamento); la Corte ha esaminato la rilevanza di tale condanna rispetto alla questione della irrevocabilità e dell'effetto sul computo della recidiva.

Massime di principio

  • Per impugnare con successo l'applicazione della recidiva occorre affrontare in modo specifico e motivato la ricostruzione della sentenza impugnata, dimostrando che le condanne su cui il giudice ha fondato la recidiva non erano idonee o irrevocabili al momento del fatto.
  • Condanne divenute irrevocabili dopo il fatto commesso possono essere rilevanti per la valutazione complessiva della pericolosità sociale del soggetto, ma non automaticamente per la configurazione dei requisiti formali della recidiva: bisogna distinguere tra i presupposti giuridici della recidiva e la valutazione della capacità a delinquere.
  • Il giudice può tener conto anche di fatti e condanne sopravvenute quando valuta le circostanze attenuanti generiche e la pericolosità del condannato; quindi il mero argomento di elementi positivi senza confronto puntuale con la motivazione del giudice è spesso insufficiente.
  • Un motivo di ricorso è inefficace se aspecifico: nelle impugnazioni penali è necessario evidenziare il punto preciso della motivazione cui ci si oppone e spiegare perché sia errata la valutazione compiuta dal giudice.
  • In caso di rigetto del ricorso la parte soccombente può essere condannata alle spese processuali; è quindi importante valutare la fondatezza e la precisione delle censure prima di proporre gravame.

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