Sentenza n. 3187/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sezione terza, n. 116/2024, avente ad oggetto il ricorso n.r.g. 33/2019 proposto per: - l’annullamento del provvedimento di restituzione prot. n. 03/2018 del 18.10.2018 -di qualsiasi atto presupposto, connesso e/o comunque consequenziale a quello impugnato; - l’accertamento e la declaratoria dell’illecita occupazione da parte del Comune di Cerignola degli immobili di proprietà dei ricorrenti e per la conseguente condanna del Comune di Cerignola: - il risarcimento dei danni subiti dai ricorrenti a causa della occupazione illecita dei beni di loro proprietà, dalla data di occupazione sine titulo e sino alla legittima acquisizione da parte del Comune degli stessi o sino alla restituzione, nella misura indicata dall’art. 42 bis del d.P.R., oltre rivalutazione monetaria ed interessi; - l’adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, con riconoscimento degli indennizzi previsti dalla citata disposizione a titolo di ristoro sia patrimoniale che non patrimoniale, salva la cessione consensuale dei beni; -in subordine, a restituire i beni illecitamente occupati, previo ripristino dello status quo ante.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Puglia n. 116/2024, limitatamente al capo che aveva respinto l’eccezione di prescrizione e riconosciuto ai proprietari il ristoro per l’intero periodo di occupazione sine titulo
Esito
Favorevole al ricorrente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha appellato la sentenza del TAR nella parte relativa alla domanda di risarcimento derivante dall’occupazione illegittima di immobili privati. Con il primo motivo ha dedotto che il diritto al ristoro fosse prescritto per il periodo anteriore agli ultimi cinque anni, richiamando precedenti giurisprudenziali. Con il secondo motivo ha sostenuto il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda relativa alla somma pari al cinque per cento annuo del valore venale del bene, prevista dall’art. 42-bis, comma 3, d.P.R. n. 327/2001 a titolo di risarcimento del danno per il mancato godimento del bene durante l’occupazione senza titolo. Gli appellati hanno chiesto, in via principale, la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, in ragione dell’intervenuta acquisizione sanante e della pendenza davanti al giudice ordinario dell’opposizione alla stima dell’indennizzo, e, in subordine, la declaratoria del difetto di giurisdizione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha esaminato prioritariamente il secondo motivo, ritenendolo assorbente, e lo ha accolto. Ha rilevato che, quando l’amministrazione adotta un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, tutti gli importi dovuti al proprietario hanno natura indennitaria. Le controversie concernenti la determinazione, l’ammontare e la corresponsione di tali somme, compresa la componente relativa al mancato godimento del bene e la questione della prescrizione, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, con competenza in unico grado della Corte d’appello. Di conseguenza, il capo della sentenza di primo grado relativo al ristoro per l’occupazione illegittima è stato riformato e il ricorso di primo grado è stato dichiarato inammissibile, limitatamente a tale parte, per difetto di giurisdizione, ai sensi dell’art. 11 c.p.a. Il primo motivo sulla prescrizione è stato considerato devoluto al giudice ordinario e non esaminato nel merito. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
a titolo di risarcimento del danno
In caso di acquisizione sanante, gli importi dovuti al proprietario, compresa la somma correlata al mancato godimento del bene durante l’occupazione illegittima, hanno natura indennitaria; le controversie sulla loro determinazione e corresponsione spettano al giudice ordinario.
art. 11 c.p.a.
È richiamato quale disposizione applicabile alla declaratoria di inammissibilità del ricorso di primo grado per difetto di giurisdizione, con gli effetti previsti dalla norma.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione acquisisce un bene mediante il procedimento di acquisizione sanante previsto dall’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, tutte le somme dovute al proprietario in relazione all’acquisizione e al periodo di occupazione senza titolo hanno natura indennitaria, anche se una componente è qualificata dalla norma come risarcimento del danno.
- Le controversie concernenti la determinazione, l’ammontare e la corresponsione delle somme dovute in conseguenza dell’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario e, secondo la disciplina delle indennità espropriative, alla competenza in unico grado della Corte d’appello.
- Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario anche la questione della prescrizione relativa alle somme richieste per il periodo di occupazione illegittima quando l’amministrazione abbia proceduto all’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001.
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