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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12938/2022 del 06/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la misura della presentazione quotidiana alla P.G. per presunta cessione di stupefacenti. Denunciava: 1) mancata considerazione della certificazione del responsabile del SER.D. di Corigliano Calabro che attestava la sua presenza altrove alle 16:43 del 7/9/2021, incompatibile con l'orario della condotta contestata (ore 16:30); 2) affermazione ingiustificata del rinvenimento presso la sua abitazione di strumenti per il confezionamento in dosi quando il verbale di perquisizione domiciliare era negativo; 3) errata ricostruzione degli indizi in assenza di osservazione diretta della cessione e nonostante l'assenza di oggetti di confezionamento; 4) valutazione del pericolo di recidiva fondata soltanto sulla pendenza di altri procedimenti a suo carico senza indicazione di elementi concreti che ne dimostrino la attualità e concretezza.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato omissioni rilevanti nella motivazione dell'ordinanza impugnata: il Tribunale non ha considerato né motivatamente valutato i documenti prodotti in sede di riesame (certificazione del SER.D. e verbale di perquisizione domiciliare negativo) e ha basato parte del quadro indiziario su elementi non riscontrabili nel verbale (presunti oggetti per il confezionamento). Ha inoltre ritenuto generica e insufficiente la motivazione sul pericolo di recidiva, attestata solo dalla pendenza di altri procedimenti. Per tali ragioni l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Catanzaro per un nuovo esame, con l'indicazione di valutare i documenti prodotti e di spiegare l'incidenza dei procedimenti pendenti sul pericolo di reiterazione.

Norme richiamate

  • art. 292 cod. proc. pen., comma 2, lett. c-bis

    Il ricorrente l'ha invocata per lamentare la violazione dell'obbligo di misurata e completa motivazione; la Corte ha rilevato che il Tribunale non ha considerato documenti rilevanti prodotti dalla difesa, costituendo insufficienza della motivazione.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale in materia di stupefacenti che inquadra il reato contestato (illecita detenzione/cessione di sostanze stupefacenti); la valutazione della sussistenza di indizi gravi deve essere supportata da dati riscontrabili e motivazione logica.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Regola le esigenze cautelari e richiede che il pericolo di recidiva sia concreto e adeguatamente motivato; la Corte ha ritenuto che il riferimento generico a procedimenti pendenti non fosse sufficiente a dimostrare il pericolo di reiterazione.

Massime di principio

  • Il giudice deve esplicitamente considerare e motivare la valutazione di tutti i documenti e le prove depositate dalla difesa; l'omissione di riferimenti a documenti rilevanti può invalidare il provvedimento cautelare.
  • Non è ammissibile fondare il quadro indiziario su elementi non riscontrabili nei verbali ufficiali (es. perquisizione negativa); le affermazioni di rinvenimenti devono trovare riscontro documentale.
  • Conflitti temporali tra la ricostruzione della condotta e certificazioni di presenza altrove devono essere affrontati e spiegati dal giudice; se non lo sono, la motivazione è insufficiente.
  • La sussistenza del pericolo di recidiva deve essere motivata con elementi concreti e attuali (modalità della condotta, profili di pericolosità, atti processuali specifici) e non può limitarsi al mero richiamo a procedimenti pendenti.
  • In presenza di prove indiziarie non univoche, il giudice deve calibrare la misura cautelare sulla base della concretezza e della qualità degli indizi, illustrando perché essi superano i dubbi sollevati dalla difesa.

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