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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25749/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per i delitti di minaccia grave e lesioni personali lievi. In sede di ricorso per cassazione sono stati articolati tre motivi; inoltre è stata depositata una memoria difensiva (16/06/2022) con eccezione di omessa comunicazione delle conclusioni del Procuratore Generale. Principale motivo decisivo: durante il termine utile per proporre ricorso per cassazione la persona offesa ha rimesso la querela (dichiarazione autenticata trasmessa via PEC il 19/05/2021) e l'imputato ha ritualmente accettato la remissione (dichiarazione autenticata e trasmessa via PEC il 19/05/2021). Si è altresì dedotto che la memoria difensiva è stata tardiva rispetto al termine di 15 giorni previsto dall'art. 611 c.1 c.p.p. e, comunque, che nel rito seguito non erano previste le conclusioni del Procuratore Generale; non emergono elementi di prova evidente dell'innocenza dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto che la remissione della querela, ritualmente effettuata e accettata dall'imputato prima della scadenza del termine per proporre ricorso, sia idonea a estinguere i reati. Ha valutato inammissibile e/o tardiva la memoria difensiva depositata oltre il termine e non rilevante l'eccezione circa le conclusioni del Procuratore Generale. Non essendo emersa prova evidente di innocenza, non ha ravvisato motivo di confermare la condanna: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per remissione di querela. Ha posto le spese del procedimento a carico del querelato Di Meo Gabriele.

Norme richiamate

  • art. 611 c.p.p.

    comma 1 (termine di quindici giorni per il deposito di determinati documenti/memorie)

    Il deposito della memoria difensiva oltre il termine di 15 giorni è considerato tardivo e non può essere preso in considerazione se non ricorre una diversa tipologia (es. memoria di replica).

  • art. 340 c.p.p.

    In mancanza di deroga pattizia, le spese processuali sono poste a carico del querelato; la norma è stata applicata per addebitare le spese a Di Meo.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 49226 del 19/10/2016 (Bestente, Rv. 268625)

    «È ammissibile il ricorso per cassazione proposto anche al solo fine di introdurre nel processo la remissione della querela, ritualmente accettata, intervenuta dopo la sentenza impugnata e prima della scadenza del termine per la presentazione dell'impugnazione»

    Principio applicato dalla Corte: la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per proporre ricorso è idonea ad estinguere il reato se vi è accettazione rituale dell'imputato; in tal caso il ricorso per cassazione è ammissibile anche per far valere tale circostanza.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se presentata prima della scadenza del termine per proporre impugnazione e se accettata dall'imputato in modo rituale, estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza senza rinvio in Cassazione.
  • Memorie difensive depositate oltre il termine previsto dall'art. 611 c.p.p. possono essere dichiarate inammissibili e non considerate, a meno che non ricada nella categoria delle memorie ammesse (es. replica); prestare attenzione ai termini e alla forma (autenticazioni, trasmissione via PEC).
  • La Corte di cassazione non annulla per unicamente motivi formali se sussiste la remissione validamente accettata; la valutazione dell'innocenza evidente richiede elementi di prova chiari e non è sostituita dalla mera carenza di motivi di impugnazione.
  • In assenza di patti contrari, le spese processuali seguono la regola dell'art. 340 c.p.p. e sono poste a carico del querelato quando il reato si estingue per remissione di querela.
  • È importante documentare con cura la forma della remissione e dell'accettazione (firma/autenticazione, datazione e trasmissione) per rendere efficace l'estinzione del reato anche in sede di impugnazione.

Testo integrale

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