Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22636/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Omar Barigo era stato condannato per il reato di furto pluriaggravato, in concorso con altri non identificati, per aver sottratto con destrezza il portafoglio simulando un abbraccio. Ha proposto ricorso articolando due motivi: (1) omessa/insufficiente motivazione in ordine alla contestata recidiva, poiché la Corte territoriale si sarebbe limitata a riaffermare i plurimi precedenti senza esaminare il rapporto tra i precedenti e il fatto corrente secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen.; (2) errata indicazione del nominativo del difensore nell'intestazione della sentenza, con conseguente dubbio se si trattasse di errore materiale o mancata valutazione di una nuova nomina.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'accertamento e all'applicazione della recidiva, disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo giudizio esclusivamente sul punto. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo (errata indicazione del difensore) perché formulato in termini dubitativi e privo di allegazione di un pregiudizio concreto per l'imputato. Rimane intatto l'accertamento di responsabilità per il furto pluriaggravato; la pronuncia è del 18 aprile 2023.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte richiede che il giudice motivi il rapporto tra il fatto per cui si procede e le precedenti condanne, valutando se le pregresse condotte denotino una perdurante inclinazione al delitto e abbiano influenzato la commissione del reato attuale; la semplice affermazione della recidiva senza analisi è insufficiente.

  • Cass. Sez. 5, n. 24622 del 09/05/2022 (Rv. 283259)

    Principio secondo il quale l'imputato ha interesse a impugnare il riconoscimento della recidiva anche quando non comporti aumento di pena, perché la qualificazione aggravante incide sul profilo di disvalore del fatto e può essere rilevante per contestazioni future.

  • Cass. Sez. 3, n. 33299 del 16/11/2016 (Rv. 270419)

    Richiama i criteri applicativi per valutare la recidiva: il giudice deve accertare se le condotte pregresse siano indicative di una perdurante inclinazione al reato e in quale misura abbiano avuto efficacia criminogena rispetto al fatto in esame.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della recidiva deve essere motivato in concreto: non è sufficiente la mera ripetizione delle precedenti condanne; il giudice deve esplicitare il nesso tra precedenti e reato attuale ai sensi dell'art. 133 c.p.
  • L'imputato ha interesse a impugnare il riconoscimento della recidiva anche se, per effetto del bilanciamento con attenuanti, non è derivato un aumento di pena; pertanto tale censura è ammissibile e meritevole di esame.
  • In presenza di motivazione carente sulla recidiva la Corte di legittimità può disporre l'annullamento limitato a quel profilo e il rinvio per un nuovo giudizio sul punto ad altra sezione della Corte territoriale.
  • Errori materiali nella intestazione (es. errata indicazione del difensore) sono, di per sé, insufficienti a ottenere l'annullamento se non è dimostrato un concreto pregiudizio per la difesa; le doglianze formulate in termini dubitativi o senza specificazione del danno sono inammissibili.
  • Chi impugna deve specificare e documentare i vizi che contesta: per l'accertamento della recidiva è utile indicare in che modo i precedenti siano attinenti e abbiano influito sulla commissione del reato corrente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.