Cassazione Penale, Sentenza n. 6859/2024 del 15/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame avverso l'applicazione della misura cautelare dell'obbligo di dimora per il reato di concorso nell'acquisto di sostanza stupefacente (ereina e cocaina). Tre censure: 1) vizio di motivazione e insufficienza della gravità indiziaria, sostenendo che il Marinaro era mero accompagnatore e non concorrente; 2) la mera disponibilità ad accompagnare non dimostra il proposito criminoso e non integra concorso; 3) difetto delle esigenze cautelari ai sensi dell'art. 274 c.p.p., lettera c) (pericolo di reiterazione), essendosi trattato di un unico episodio, di modici quantitativi e risalente nel tempo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i primi due motivi, confermando che, in sede cautelare, è sufficiente la gravità indiziaria (standard più contenuto rispetto al giudizio di merito) e che l'attività di accompagnare, se compiuta con piena consapevolezza e con modalità che agevolano l'acquisto, può costituire un contributo concorsuale anche nella forma agevolatrice. Quanto al terzo motivo, la Corte ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale del riesame: il pericolo di reiterazione deve essere concreto e attuale e può desumersi da elementi relativi alla personalità dell'indagato, ai precedenti specifici e alle modalità del fatto; nel caso di specie tali elementi erano presenti e giustificavano l'obbligo di dimora, ritenuto adeguato e proporzionato. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
artt. 273-292 cod. proc. pen.
artt. 273-292 cod. proc. pen.
Quadro normativo sulle misure cautelari personali; la Corte sottolinea che, per l'adozione della misura, è sufficiente la gravità indiziaria prevista dall'art. 273 e che il sindacato in Cassazione è limitato a vizi di legge o motivazione manifestamente illogica.
art. 110 cod. pen.
Disciplina del concorso di persone nel reato; la Corte conferma che il concorso può consistere anche in un contributo 'agevolatore' (es. accompagnare consapevolmente l'acquirente) purché idoneo ad aumentare la possibilità di riuscita del reato.
d.P.R. n. 309/1990, art. 73
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Norma sostanziale sulle fattispecie di possesso e cessione di sostanze stupefacenti; contestazione dell'acquisto/cessione di eroina e cocaina ai fini di spaccio.
d.P.R. n. 309/1990, art. 74
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
Riferimento operativo nel ragionamento sul contesto criminoso e sulle abitudini di rifornimento della coindagata, utile a dimostrare finalità di spaccio.
art. 274 cod. proc. pen.
art. 274 cod. proc. pen., lett. c)
Criteri per le esigenze cautelari; la Corte richiama che il pericolo di reiterazione deve essere concreto e 'attuale' e può ricavarsi da modalità del fatto e personalità dell'indagato, non dalla sola gravità astratta del reato.
art. 192 cod. proc. pen.
Norme sulla valutazione degli indizi nel giudizio di merito; la Corte evidenzia che l'art. 273, comma primo-bis, richiama solo alcuni commi di art. 192 e quindi in sede cautelare non si richiede la stessa qualificazione degli indizi richiesta in merito (precisione e concordanza).
Legge 16 aprile 2015, n. 47
Legge 16 aprile 2015, n. 47
Riforma che ha posto l'accento sull'ulteriore requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione nelle misure cautelari; la Corte applica questo principio richiedendo elementi concreti che giustifichino la prognosi di recidiva.
art. 616 cod. proc. pen.
Disposizione che consente la condanna alle spese e all'illecito pagamento in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha ritenuto non sussistente assenza di colpa e ha irrogato sanzione pecuniaria.
Massime di principio
- In sede cautelare la 'gravità indiziaria' è un requisito meno rigoroso rispetto al giudizio di merito: non è necessaria la prova piena, ma elementi che consentano una prognosi affidabile di responsabilità.
- Il concorso di persone nel reato può realizzarsi anche attraverso contributi di natura 'agevolatrice' (es. accompagnare l'acquirente) quando tale condotta sia idonea e consapevole ad agevolare la commissione del reato.
- La valutazione della sussistenza del pericolo di reiterazione (art. 274 c.p.p., lett. c) richiede che il pericolo sia concreto e attuale al momento dell'adozione della misura e si fondi su elementi non congetturali: modalità del fatto, precedenti specifici e profilo di personalità sono elementi decisivi.
- Il sindacato della Corte di Cassazione sui provvedimenti cautelari è limitato: ammissibili i ricorsi che denuncino violazioni normative o manifesta illogicità della motivazione, non la semplice diversa rivalutazione dei fatti.
- La proporzionalità della misura cautelare va motivata in relazione agli elementi che hanno fondato la gravità indiziaria e l'esigenza cautelare; misure meno afflittive (es. obbligo di dimora) possono essere ritenute adeguate se coerenti con il quadro fattuale.
- I ricorsi inammissibili possono comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi importante selezionare adeguatamente i motivi di impugnazione.
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