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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02062/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il decreto di sequestro probatorio di euro 45.000,00 rinvenuti nell'abitazione di Umberto D'Amico (occultati in un fornetto). Il ricorrente sosteneva di vantare almeno un interesse parziale sul denaro e lamentava: (i) violazione di norme processuali e mera apparenza della motivazione, poiché l'indagato ha interesse alla rimozione del sequestro per impedire l'utilizzo probatorio degli elementi acquisiti illegittimamente; (ii) nullità del decreto del P.M. per difetto assoluto di descrizione del fatto e di inidonea dimostrazione della pertinenzialità delle somme, argomento non adeguatamente trattato dal Tribunale in sede di riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha affermato il principio che, nel sequestro probatorio, l'indagato può proporre istanza di riesame anche senza essere proprietario della cosa sequestrata perché ha interesse concreto ad evitare che l'oggetto entri a far parte del compendio probatorio. Ha altresì rilevato che il decreto di sequestro probatorio deve contenere una specifica motivazione circa la finalità dimostrativa e la pertinenzialità dell'oggetto, e che la carenza di tale motivazione nel decreto del P.M. non può essere sanata dal giudice del riesame. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Napoli, Sezione distrettuale per il riesame dei provvedimenti cautelari e dei sequestri, per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sostanziale indicata nel capo di imputazione nei confronti dell'indagato (associazione mafiosa).

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al riciclaggio, richiamata tra i reati per cui sono svolte indagini.

  • art. 416bis-1 cod. pen.

    Aggravante richiamata per le ipotesi contestate, parte del quadro contestuale dei reati.

  • art. 606, comma 1, lett. c, cod. proc. pen.

    Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme processuali), invocata dal ricorrente tra le censure.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame dei provvedimenti cautelari e i poteri del giudice; richiamata per individuare la competenza e le conseguenze dell'annullamento (nell'ordinanza la trasmissione degli atti ai sensi dell'art. 324, comma 5).

  • Reg. gen. Sez. U. n. 34936/2024 (Calvarese)

    La persona sottoposta ad indagini può proporre richiesta di riesame ove alleghi un interesse concreto ed attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione

    Precedente delle Sezioni Unite sul sequestro preventivo: stabilisce che per il sequestro preventivo l'indagato deve allegare un interesse concreto e attuale correlato alla restituzione per essere legittimato al riesame; la Corte lo distingue però dal sequestro probatorio.

  • Giurisprudenza di Sez. (es. Sez. 5, n. 34167/2019; Sez. 3, n. 18382/2024)

    Il verbale di sequestro, in quanto atto irripetibile, entra a far parte del fascicolo per il dibattimento e, conseguentemente, diviene pienamente utilizzabile ai fini decisori; di qui l'interesse dell'indagato, pur non proprietario del bene oggetto di apprensione, già nella fase delle indagini preliminari, all'impugnazione del provvedimento di sequestro probatorio

    Giurisprudenza che afferma il diverso regime del sequestro probatorio rispetto al preventivo: l'indagato ha interesse all'impugnazione anche senza titolarità, per evitare l'utilizzo probatorio dell'atto irripetibile.

  • Sez. U. n. 36072/2018 (Botticelli)

    Principio che il decreto di sequestro probatorio, pur riguardando cose costituenti corpo del reato, deve contenere una specifica motivazione che spieghi la finalità dimostrativa e la pertinenzialità; la motivazione non può essere integrata dal giudice del riesame.

Massime di principio

  • Nel sequestro probatorio l'indagato può proporre riesame anche se non è proprietario dell'oggetto sequestrato: l'interesse necessario è quello a impedire che l'oggetto diventi parte del compendio probatorio.
  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione specifica e non meramente apparente circa la pertinenzialità e la finalità dimostrativa dell'oggetto: la sua omissione o genericità può rendere nullo il provvedimento.
  • Il giudice del riesame non può supplire alle carenze motivazionali del Pubblico Ministero: se la motivazione è mancante o insufficiente il provvedimento del P.M. non può essere raddrizzato in sede incidentale.
  • Occorre distinguere tra sequestro preventivo e sequestro probatorio: per il preventivo si richiede un interesse concreto correlato alla restituzione; per il probatorio l'interesse all'impugnazione può sussistere anche solo per la tutela della posizione processuale.
  • Se la Cassazione accerta vizi gravi di motivazione nel decreto del sequestro probatorio, può annullare l'ordinanza impugnata e disporre il rinvio o la trasmissione degli atti all'organo competente per un nuovo riesame.

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