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Ordinanza

Ordinanza n. 2797/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego del visto per lavoro subordinato D/5774/2025.

Giustizia amministrativa202513946

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare non disponendo direttamente il rilascio del visto, ma ordinando all’Amministrazione di riesaminare la domanda, previa convocazione dell’interessato, entro quaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 3 novembre 2026. Le spese sono state riservate al definitivo.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di diniego del visto per lavoro subordinato, chiedendone in via cautelare la sospensione. Il giudice ha rilevato che sussistono i presupposti per ordinare il riesame dell’istanza sulla base delle deduzioni del ricorrente e che alcuni profili evidenziati nella relazione dell’Amministrazione costituiscono un’inammissibile integrazione postuma della motivazione del provvedimento impugnato.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata nell’ambito della tutela cautelare e ha condotto all’adozione di una misura propulsiva di riesame.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme alla normativa nazionale per giustificare l’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando emergano profili di possibile illegittimità del diniego amministrativo e l’Amministrazione abbia prospettato nella relazione difensiva elementi non contenuti nella motivazione originaria, il giudice può ordinare il riesame dell’istanza invece di sostituirsi all’Amministrazione nella decisione finale.
  • La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere integrata postumamente mediante la relazione dell’Amministrazione nel giudizio, qualora tale integrazione introduca profili motivazionali nuovi rispetto all’atto impugnato.
  • Il riesame disposto in sede cautelare può essere subordinato alla previa convocazione dell’interessato e a un termine perentorio stabilito dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazionePartecipazione procedimentale

Testo integrale

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