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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24122/2024 del 18/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Deias impugna la conferma della condanna per tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e percosse. I tre motivi di ricorso contestano: 1) travisamento della prova in ordine alla presenza dello specchietto sinistro e alla possibilità che l'imputato avesse visto l'agente D'Alessandro (contraddizioni testimoniali e valutazione della documentazione medica e fotografica; rilievo anche del risarcimento assicurativo come prova di colpa); 2) vizio di motivazione/violazione di legge in relazione alla presunta direzione non equivoca degli atti (sostenendo che non sarebbe provato che Deias abbia voluto lo schiacciamento dell'agente); 3) errori sulla qualificazione dell'elemento soggettivo, sostenendo che la condotta sarebbe stata al più colposa o di dolo eventuale e non integrerebbe il tentato omicidio, con osservazione sulla mancata contestazione di alcune fasi finali della condotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in via principale ritenendolo infondato e ha confermato la correttezza della motivazione dei giudici di merito. In particolare la Cassazione ha: ritenuto non sussistente il travisamento della prova (valorizzando verbali, fotografie e dichiarazioni testimoniali che attestano lo specchietto divelto e il contatto visivo tra Deias e l'agente), affermato che il risarcimento assicurativo e la lieve entità delle lesioni non escludono il tentativo di omicidio, confermato la direzione non equivoca degli atti ricostruita dai giudici di merito e dichiarato inammissibili/le prive di fondamento le doglianze sull'elemento soggettivo, che è stato correttamente valutato come dolo alternativo compatibile con il tentativo. Il ricorso è, pertanto, respinto.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 26455 del 09/06/2022 (Dos Santos)

    Limita la cognizione della Cassazione sul vizio di travisamento della prova alla verifica dell'esatta trasposizione del dato probatorio nel ragionamento del giudice di merito, senza poter rinnovare la valutazione di merito delle prove

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 52043 del 10/06/2014 (Vaghi)

    Stabilisce che la scarsa entità o l'inesistenza delle lesioni non esclude di per sé l'intenzione omicida, poiché esiti limitati possono dipendere da fattori estranei alla volontà dell'agente

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 51056 del 27/11/2013 (Tripodi) e Sez. 1, n. 24173 del 05/04/2022 (Rusu)

    Indicano i criteri per distinguere lesioni personali da tentato omicidio valutando l'atteggiamento psicologico dell'agente e la potenzialità dell'azione offensiva (sede colpita, idoneità del mezzo, modalità)

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 29101 del 18/06/2019 (Musicò) e Sez. 4, n. 7702 del 29/01/2007 (Alasia)

    Affermano che, in tema di tentativo, va ricostruita la direzione teleologica della volontà dell'agente sulla base delle modalità concrete dell'azione per accertare l'univocità degli atti

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 43250 del 13/04/2018 (Alfieri)

    Conferma la compatibilità tra la figura del dolo alternativo e la configurabilità del tentato omicidio quando l'agente, perseguendo uno scopo (es. fuga), ha voluto o accettato indifferentemente il risultato letale o lesivo

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 2039 del 02/02/2018 (Papini)

    Precisa i requisiti formali e probatori che il ricorrente in Cassazione deve soddisfare quando lamenta omissioni o inadeguate valutazioni di atti acquisiti agli atti (identificazione dell'atto, indicazione del dato incompatibile, prova della verità e dimostrazione dell'effetto lesivo sulla motivazione)

Massime di principio

  • La mera lieve entità delle lesioni o il risarcimento assicurativo non escludono l'esistenza dell'intenzione omicida: va valutata la dinamica e la potenzialità del mezzo e della condotta
  • Per qualificare un fatto come tentato omicidio è decisiva la direzione teleologica della volontà desumibile dalle modalità concrete dell'azione (uso del veicolo come ariete, ripetute manovre, assenza di frenata, ecc.)
  • La prova fotografica, i verbali di accertamento e la convergenza essenziale delle testimonianze sono elementi idonei a fondare la conclusione sulla consapevolezza dell'agente da parte dell'imputato
  • In Cassazione è difficile ottenere accoglimento per travisamento della prova salvo che non si dimostri una manifesta e incontrovertibile discrepanza tra fatti provati e loro trasposizione nella motivazione di merito
  • La ricostruzione del dolo (compreso il dolo alternativo) può fondarsi sulla valutazione complessiva della condotta; non è necessario che ogni segmento finale della condotta sia stato specificamente contestato in atto d'imputazione purché emerga coerentemente dagli elementi acquisiti
  • Chi impugna per omissione di valutazione in Cassazione deve indicare puntualmente l'atto e dimostrare l'incompatibilità del dato con la motivazione, secondo i criteri fissati dalla giurisprudenza

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