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Sentenza

Sentenza del 06/10/2020 n. 93 - Comm. Trib. Prov. Cuneo

Frodi Carosello - Mancata allegazione delle delega di firma al verbale di accertamento - Violazione dell'art. 220 disp. att. c.p.p. - Omesso contraddittorio preventivo - Omessa motivazione dell'avviso di accertamento - Esistenza della frode carosello

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento per presunta frode carosello; il ricorrente ha contestato la mancata allegazione della delega di firma al verbale di accertamento, la violazione dell'art. 220 disp. att. c.p.p., l'omesso contraddittorio preventivo e l'omessa o insufficiente motivazione dell'avviso, sostenendo inoltre che le operazioni erano mero trading commerciale e non frode.

La decisione

Il giudice ha rigettato le censure procedurali e sostanziali sollevate dal contribuente: ha ritenuto che non è necessaria l'allegazione della delega quando l'atto è sottoscritto da un funzionario delegato in forza di un ordine di servizio; la presunta inosservanza dell'art. 220 disp. att. c.p.p. non implica di per sé la nullità dell'accertamento tributario; non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo salvo dimostrazione del pregiudizio concreto per il contribuente; la motivazione dell'avviso è stata considerata adeguata se esaustiva nei suoi contenuti. Sulla base degli elementi probatori è stata confermata l'esistenza della frode carosello e dunque la legittimità dell'avviso di accertamento.

Norme richiamate

  • art. 220 disposizioni di attuazione c.p.p.

    La violazione di questa disposizione, attinente a formalità del verbale, non rende automaticamente invalido l'accertamento tributario; può rilevare nel processo penale ma non è sufficiente a inficiare la regolarità dell'atto fiscale senza prova del pregiudizio concreto.

  • principi in materia di IVA e frode 'carosello' (normativa e giurisprudenza fiscale)

    La frode carosello è configurabile quando nelle operazioni (anche triangolari) manca un effettivo contenuto economico e le cessioni risultano del tutto fittizie; la mera classificazione come trading commerciale non esclude la frode se risulta assenza di sostanza economica.

Massime di principio

  • La mancata allegazione formale della delega non invalida automaticamente l'atto tributario se risulta che il firmatario era autorizzato (es. ordine di servizio o delega interna).
  • Errori o omissioni formali riconducibili a disposizioni processuali penali non determinano di per sé la nullità o l'illegittimità dell'accertamento fiscale; va valutato il nesso con l'istruttoria e l'eventuale pregiudizio per il contribuente.
  • Non esiste un obbligo assoluto e generalizzato di contraddittorio preventivo: il contribuente deve provare che l'omesso contraddittorio gli ha tolto la possibilità di fornire elementi idonei a modificare l'esito dell'accertamento.
  • La motivazione dell'avviso è adeguata se consente di comprendere i fatti, i calcoli e le ragioni dell'ufficio; le censure sull'insufficiente motivazione richiedono la dimostrazione di lacune sostanziali nell'atto.
  • Per escludere la frode carosello è necessario dimostrare la presenza di un'effettiva sostanza economica nelle operazioni (transazioni reali, controparte effettiva, movimentazione di beni/servizi); anomalie commerciali o prezzi atipici da soli non bastano.

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