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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 10613/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il dirigente medico chiedeva la corresponsione della retribuzione di posizione - parte variabile aziendale - per il periodo aprile 2007/gennaio 2013, sostenendo che gli atti aziendali e le deliberazioni avevano già determinato il valore economico spettante. La controversia riguarda l'omessa graduazione delle funzioni dirigenziali da parte dell'Azienda e la conseguente pretesa di pagamento della quota variabile della retribuzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Lupo, confermando la sentenza della Corte d'Appello che aveva riformato il Tribunale. Il Collegio ha ritenuto che la corresponsione della parte variabile della retribuzione di posizione richieda la formale graduazione delle funzioni e la procedura di contrattazione integrativa aziendale per la determina della quota variabile; in mancanza di tale graduazione l'azione giudiziale volta a ottenere direttamente il pagamento non è esperibile. La Corte ha inoltre ricordato che, se l'omessa graduazione è imputabile all'amministrazione, il dirigente ha tutela tramite un'azione risarcitoria per danno da lesione di interesse legittimo, ma in questo caso il ricorrente non aveva proposta tale domanda alternativa. Condanna del ricorrente alle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. 29/1993, art. 24 (richiamato e trasfuso nell'art. 24 d.lgs. 165/2001)

    La retribuzione del personale con qualifica di dirigente è determinata dai contratti collettivi per le aree dirigenziali, prevedendo che il trattamento economico accessorio sia correlato alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilità. La graduazione delle funzioni e responsabilità ai fini del trattamento accessorio è definita, ai sensi dell'art. 3, con decreto ministeriale per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o enti, ferma restando comunque l'osservanza dei criteri e dei limiti delle compatibilità finanziarie fissate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica

    La determinazione della retribuzione accessoria dei dirigenti richiede la graduazione delle funzioni come atto riservato all'amministrazione; tale adempimento è condizione necessaria per nascita ed esigibilità del diritto alla quota variabile.

  • CCNL 5 dicembre 1996 per la dirigenza medica (art. 51, art. 55, art. 56, art. 57, art. 60)

    Il CCNL stabilisce che le aziende devono graduare le funzioni dirigenziali e attribuire un valore economico ad ogni posizione; la retribuzione di posizione è composta da parte fissa e parte variabile, e la componente variabile aziendale è determinata in sede aziendale in relazione alla graduazione e con le risorse del fondo previsto dal contratto.

  • CCNL 8 giugno 2000 (art. 39 e art. 4)

    Conferma la distinzione tra quota tabellare (fissa e variabile minima) e quota variabile definita in sede aziendale; individua la contrattazione integrativa aziendale come sede per determinare la parte variabile e la ripartizione delle risorse dei fondi.

  • CCNL 3 novembre 2005, art. 24

    Interpretazione autentica che conferma l'obbligo di corrispondere una retribuzione di posizione minima fino al conferimento dell'incarico e chiarisce la composizione della retribuzione di posizione (quota tabellare fissa, quota tabellare variabile, quota variabile aziendale derivante dalla graduazione).

  • d.lgs. 165/2001, art. 24

    Riproduce e conferma il principio che il trattamento economico accessorio del dirigente è correlato alle funzioni attribuite e che la graduazione delle funzioni è atto di competenza dell'organo di vertice dell'amministrazione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. n. 29859/2022; Cass. n. 20480/2020; Cass. n. 29111/2022 e altre richiamate)

    Consolidato orientamento secondo cui la parte variabile della retribuzione di posizione richiede la graduazione/pesatura effettuata dall'amministrazione; in mancanza, il dirigente può esperire alternativamente l'azione di adempimento (solo se esiste graduazione idonea a quantificare) o l'azione risarcitoria per omessa attivazione delle procedure, ma il giudice non può sostituirsi all'amministrazione nel determinare la quota variabile.

Massime di principio

  • La parte variabile aziendale della retribuzione di posizione per i dirigenti medici è condizionata alla formale graduazione delle funzioni decisa dall'organo di vertice dell'amministrazione e alla contrattazione integrativa aziendale; senza tale atto non sorge un diritto esigibile al pagamento di quella quota oltre la retribuzione minima tabellare.
  • Se l'amministrazione omette di graduare le funzioni, il dirigente ha due rimedi distinti: (a) un'azione di adempimento per ottenere la quota variabile solo se è possibile dimostrare l'esistenza di una graduazione o di atti idonei a quantificare la quota; (b) un'azione risarcitoria per il danno subito per l'omissione procedurale dell'amministrazione, che deve essere espressamente proposta (anche in via subordinata) per poter essere valutata dal giudice.
  • Il giudice non può supplire all'attività amministrativa di graduazione e determinazione della quota variabile né determinare d'ufficio l'importo spettante: il petitum e la causa petendi devono essere congrui e la domanda deve essere quella appropriata (adempimento vs risarcimento).
  • Nelle liti analoghe è essenziale, per il ricorrente, formulare alternativamente o subordinatamente la domanda risarcitoria se l'effettiva graduazione aziendale è assente o inerte, e portare prove dell'inerzia dolosa o colposa dell'amministrazione quando si chiede il risarcimento.
  • La disponibilità di fondi aziendali e le regole di contrattazione integrativa incidono sulla concreta percezione della quota variabile: l'attribuzione della retribuzione dipende anche da criteri e limiti finanziari previsti dalla contrattazione e dagli organi aziendali.

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