Ordinanza n. 75/2026 - Latina, Sezione 2
per l’annullamento - del permesso di costruire rilasciato il 2 maggio 2025 in favore della controinteressata, ai fini della realizzazione di un villino, in via Fontania s.n.c., in catasto al Foglio 32, particelle 755 e 161 e pubblicato il 5 maggio 2025; - della determinazione dirigenziale n. 15217 del 18 marzo 2025; - di tutti gli ad essa connessi, collegati, prodromici e successivi, compresa l’autorizzazione paesaggistica e ogni altro permesso e/o nulla osta.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Permesso di costruire per la realizzazione di un villino, determinazione dirigenziale presupposta, autorizzazione paesaggistica e ulteriori atti connessi
Esito
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato il permesso di costruire rilasciato alla società controinteressata per la realizzazione di un villino, unitamente alla determinazione dirigenziale presupposta e agli atti collegati, deducendo questioni tecniche concernenti il rispetto dei limiti edilizi e urbanistici applicabili. In particolare, sono controverse l’altezza massima consentita nella zona, la necessità e gli effetti del riempimento del piano di campagna, il punto dal quale calcolare l’altezza dell’edificio, il computo della porzione emergente rispetto alle sistemazioni esterne nella volumetria e nella sagoma, il rispetto dei distacchi dai confini, il computo della zona d’ingresso e della scala nella volumetria, nonché la conformità del balcone al rapporto di 3/5 previsto dal regolamento edilizio comunale. Le ricorrenti hanno chiesto in via cautelare la sospensione dell’esecuzione degli atti impugnati.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza cautelare esclusivamente ai fini della sollecita definizione del giudizio di merito, senza sospendere direttamente l’efficacia del permesso di costruire. Ha ritenuto che il fumus boni juris richieda un approfondimento tecnico incompatibile con la fase cautelare e adeguato soltanto nella sede di merito. Ha quindi disposto una verificazione tecnica, ai sensi dell’art. 66 c.p.a., affidandola al Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Latina o a un tecnico qualificato da lui delegato, formulando quesiti sull’altezza, sul riempimento del terreno, sul calcolo della volumetria e della sagoma, sui distacchi, sul computo di ingresso e scala e sulla conformità del balcone al rapporto regolamentare. Il verificatore dovrà depositare la relazione entro il 30 settembre 2026, previa possibilità di sopralluoghi e confronto con le parti, assistite da tecnici di fiducia. Il giudizio di merito è stato fissato all’udienza pubblica del 3 dicembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Le esigenze cautelari possono essere tutelate mediante la fissazione sollecita dell’udienza di merito, anziché mediante la sospensione immediata dell’atto impugnato.
art. 66 c.p.a.
Consente al giudice amministrativo di disporre una verificazione tecnica per acquisire gli elementi necessari alla decisione della causa.
art. 26 Reg. Ed. Com.
È richiamato quale parametro da verificare per stabilire la conformità del balcone progettato.
Massime di principio
- Quando la domanda cautelare involge questioni tecniche complesse che richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può tutelare le esigenze cautelari fissando sollecitamente l’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., senza disporre la sospensione dell’atto impugnato.
- La verificazione tecnica può essere disposta già nella fase cautelare, quando l’accertamento specialistico sia necessario per consentire la decisione sul merito e riguardi quesiti puntuali relativi alla corretta applicazione della disciplina edilizia e urbanistica.
- Nello svolgimento della verificazione il tecnico incaricato deve consentire il confronto con le parti prima del deposito della relazione, anche mediante sopralluoghi e l’assistenza di tecnici di fiducia, così da garantire un adeguato contraddittorio tecnico.
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