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Sentenza

Sentenza n. 234/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell'“ordinanza-rende noto” della Capitaneria di Porto di Gallipoli del 22.1.2021; - della nota prot. 3.03.09/1798 del 22.1.2021 di accompagnamento e notifica della predetta ordinanza; - del presupposto rapporto di servizio del 19.1.2021; - nonché, ove occorra, della nota del 3.3.2021 prot. n. 5772 trasmessa con PEC dalla Capitaneria di Porto al difensore del ricorrente; - e di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale.

Giustizia amministrativa202100482

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza della Capitaneria di Porto di Gallipoli che interdiceva una porzione dello specchio acqueo e imponeva prescrizioni al concessionario in ragione di un fenomeno di dissesto idrogeologico della costa prospiciente

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione marittima)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, titolare di una concessione demaniale marittima per la gestione di punti di ormeggio nel Comune di Gallipoli, ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza-rende noto del 22 gennaio 2021, della relativa nota di accompagnamento e notifica, del rapporto di servizio presupposto e, ove occorresse, della successiva nota del 3 marzo 2021, nonché degli atti connessi e conseguenziali. L'ordinanza disponeva l'interdizione di una porzione dello specchio acqueo e prescrizioni a carico del concessionario a causa di un fenomeno di dissesto idrogeologico rilevato nella costa rocciosa prospiciente. Dal testo non risultano specificamente esposti i singoli vizi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio la Capitaneria ha adottato l'ordinanza n. 34/2021, che ha introdotto nuove disposizioni sul medesimo specchio acqueo e ha abrogato e sostituito l'ordinanza impugnata. Il ricorrente ha quindi dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse al ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione espressa del ricorrente e della sopravvenienza dell'ordinanza n. 34/2021, che ha abrogato e sostituito l'atto impugnato. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo che regola il processo amministrativo e dell'art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a. Non è stata esaminata la legittimità sostanziale dell'ordinanza originaria né i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate in considerazione dell'esito del contenzioso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Il testo richiama la disposizione senza riportarne il contenuto testuale.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a seguito del sopravvenuto difetto di interesse determinato dall'abrogazione e sostituzione dell'atto impugnato.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe, senza una specifica applicazione motivata nella decisione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza, senza una specifica applicazione sostanziale nella decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l'amministrazione abroga e sostituisce l'atto impugnato con un nuovo provvedimento e il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Nel processo amministrativo il principio dispositivo consente al giudice di prendere atto della dichiarazione espressa della parte circa il sopravvenuto difetto di interesse e di definire il giudizio senza esaminare i vizi dedotti contro l'atto originario.
  • La sostituzione dell'atto impugnato con un nuovo provvedimento può giustificare la compensazione delle spese di lite, ove il giudice la ritenga conforme all'esito del contenzioso.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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