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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47025/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello che ha dichiarato estinto per prescrizione il reato previsto dall'art. 187, commi 1, 1‑bis e 1‑quater, Codice della Strada, contestato in relazione a fatti del 08/05/2016. Il difensore deduce nullità del provvedimento per violazione del contraddittorio, chiede che si valuti l'assoluzione con formula di merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., sostenendo che dagli atti non risulta certa l'alterazione psicofisica da stupefacenti e censura la trasmissione della sentenza al Prefetto per la revoca della patente nonostante non sia accertata la responsabilità penale né l'evento dannoso.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Richiama l'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione prevale sulla nullità della decisione resa 'de plano' salvo che l'evidenza dell'innocenza emerga in modo inequivoco dagli atti e dalla motivazione. Nel caso di specie tale evidenza non è riscontrata: le censure difensive implicano valutazioni di merito e non risultano dagli atti elementi inequivocabili di innocenza. Inoltre la Corte conferma che l'estinzione del reato esclude l'applicabilità da parte del giudice penale delle sanzioni amministrative accessorie, prevedendo però correttamente la trasmissione della sentenza al Prefetto per l'eventuale revoca della patente secondo le norme del Codice della Strada. Il ricorrente è condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 187 Codice della Strada

    Norma incriminatrice relativa alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti; dal provvedimento emerge che il reato contestato in relazione al fatto del 08/05/2016 è stato dichiarato estinto per prescrizione

  • art. 129 c.p.p.

    Consente al giudice di pronunciare formula assolutoria quando l'innocenza risulti in modo evidente; la Corte afferma che la Cassazione può adottare tale formula solo se l'evidenza emerge dagli atti e dalla motivazione impugnata

  • art. 606 c.p.p.

    Limita i motivi deducibili in cassazione e impone che l'evidenza probatoria sia desumibile dagli atti specificamente indicati nei motivi di gravame

  • art. 221 Codice della Strada

    Stabilisce che, in caso di estinzione del reato o difetto di condizione di procedibilità, cessa la competenza del giudice penale circa l'applicazione delle sanzioni amministrative, che restano di competenza del Prefetto

  • art. 224 Codice della Strada

    Prevede l'intervento del Prefetto per l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie; giustifica la trasmissione della sentenza al Prefetto per le valutazioni di sua competenza

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite

    Sez. U., Sent. n. 28954 del 27/04/2017

    Principio secondo cui la causa estintiva per prescrizione prevale sulla nullità assoluta della sentenza resa de plano, salvo che emerga dagli atti e dalla motivazione l'evidenza dell'innocenza

Massime di principio

  • La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione da parte del giudice prevale sulla nullità del procedimento disposta 'de plano' a meno che l'innocenza dell'imputato non risulti in modo manifesto e incontestabile dagli atti e dalla motivazione
  • La Corte di Cassazione può sostituire la formula di estinzione con una formula assolutoria ex art. 129, comma 2 c.p.p., solo quando l'evidenza dell'innocenza emerga chiaramente dalla motivazione impugnata e dagli atti processuali specificamente indicati nei motivi
  • Le deduzioni difensive che richiedono valutazioni di merito o una rivalutazione delle prove non sono idonee a far pronunciare la Cassazione per assoluzione quando manca evidenza probatoria dagli atti; tali questioni vanno valutate nei gradi di merito
  • L'estinzione del reato per prescrizione impedisce al giudice penale di applicare sanzioni amministrative accessorie; la competenza per tali misure spetta al Prefetto secondo le norme del Codice della Strada
  • Per ottenere in Cassazione una pronuncia di assoluzione occorre che la difesa indichi con precisione negli atti e nei motivi le parti del processo da cui risultano gli elementi inequivocabili di innocenza

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