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Legge

L.R. Lombardia 1/2017

Disciplina degli interventi regionali in materia di diffusione dell’educazione digitale e di prevenzione e contrasto al fenomeno delle baby gang, del bullismo e del cyberbullismo(1)

Normativa regionaleL.R. Lombardia 1/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge lombarda disciplina interventi di prevenzione e contrasto di baby gang, bullismo e cyberbullismo e promuove l’educazione digitale, con percorsi scolastici per il patentino digitale, supporto a vittime e autori, formazione di operatori, protocolli d’intesa e una Consulta regionale. Contiene anche regole sui beneficiari, sulla valutazione annuale e coperture finanziarie per annualità specifiche (2017, dal 2018, 2025 e 2027).

Interventi regionali contro baby gang, bullismo e cyberbullismo e per l’educazione digitale in Lombardia

Disciplina regionale su educazione digitale e contrasto a baby gang, bullismo e cyberbullismo

La legge della Regione Lombardia definisce un insieme di interventi rivolti ai minori per prevenire e contrastare disagio giovanile, baby gang, bullismo e cyberbullismo, promuovendo al contempo la diffusione dell’educazione digitale. La disciplina opera nel solo ambito territoriale lombardo e prevede misure scolastiche, sociali, educative, di supporto alle vittime e di recupero degli autori.

Finalità e obiettivi generali

La legge mira a tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, con particolare attenzione ai soggetti più fragili. L’impianto normativo si fonda sul rispetto dei principi costituzionali e delle competenze regionali, e pone al centro:

  • la prevenzione e il contrasto del disagio giovanile;
  • il contrasto alle baby gang dedite all’illegalità o alla criminalità;
  • il contrasto al bullismo e al cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni;
  • la promozione dell’uso consapevole di strumenti informatici e rete internet;
  • la diffusione di percorsi di cittadinanza digitale e del cosiddetto patentino digitale.

Interventi finanziabili e ambiti di azione

La Regione promuove e sostiene interventi di diffusione della cultura della legalità e del rispetto della dignità personale, nonché interventi per la tutela dell’integrità psico-fisica dei minori, soprattutto in ambito scolastico e nei luoghi di aggregazione giovanile. Tra gli interventi ammessi ai finanziamenti rientrano:

  • campagne di sensibilizzazione e informazione per studenti e famiglie;
  • iniziative culturali, sociali, ricreative e sportive sui temi della legalità, del rispetto reciproco e dell’uso consapevole del web;
  • percorsi formativi di cittadinanza digitale per il conseguimento del patentino digitale;
  • corsi di formazione per personale scolastico ed educativo su tecniche psico-pedagogiche e pratiche preventive;
  • piattaforme informatiche regionali per percorsi formativi, aggiornamento docente e informazione alle famiglie;
  • sostegno alle vittime di bullismo e cyberbullismo;
  • programmi di recupero per gli autori di tali condotte;
  • misure di prevenzione sociale nelle aree con maggiore presenza di baby gang;
  • analisi sociale dei fenomeni di illegalità collegati alle baby gang, inclusi vandalismo, sopruso, violenza, reati sessuali, furto, rapina, abuso o spaccio di stupefacenti e radicalismo religioso;
  • riqualificazione degli spazi urbani più esposti a baby gang e street bullying mediante interventi urbanistici, culturali, sportivi, psicologici ed educativi;
  • interventi socioeducativi, percorsi formativi, servizio sociale obbligatorio o lavoro socialmente utile per minori segnalati dall’autorità giudiziaria minorile;
  • formazione, informazione e sensibilizzazione, anche in collaborazione con enti del Terzo settore, Centri per la famiglia, scuole, oratori, operatori sociali, sportivi, economici, SSR e polizia locale.

Patentino digitale e strumenti di attuazione

La legge attribuisce particolare rilievo ai percorsi di cittadinanza digitale finalizzati al patentino digitale. La Regione promuove una piattaforma informatica regionale di formazione a distanza e altri supporti, anche cartacei, per rendere omogenea e diffusa l’offerta formativa.

Gli strumenti formativi:

  • possono essere realizzati nel rispetto dei protocolli nazionali e regionali vigenti;
  • possono consentire, nel rispetto della normativa statale e dell’autonomia scolastica, il computo del percorso nel monte ore dell’educazione civica;
  • affrontano tematiche obbligatorie come dipendenza digitale, reputazione online, cyberbullismo, piattaforme algoritmiche, attendibilità delle fonti e notizie false;
  • possono integrare moduli aggiuntivi su intelligenza artificiale, deepfake e cyberviolenza.

La Giunta regionale promuove inoltre un Tavolo di esperti e un protocollo d’intesa con CORECOM e Ufficio scolastico regionale per definire requisiti minimi della piattaforma, modalità di realizzazione e fruizione dei percorsi e criteri di rilascio del patentino digitale.

Protocollo d’intesa e collaborazione istituzionale

La Regione promuove specifici protocolli d’intesa con amministrazioni locali e statali competenti, in particolare con Ufficio scolastico regionale e organi di giustizia minorile, per realizzare programmi di:

  • sensibilizzazione, informazione e formazione rivolti a minori e famiglie;
  • sostegno alle vittime e recupero degli autori;
  • sviluppo di politiche di contrasto a baby gang, bullismo e cyberbullismo;
  • individuazione precoce di dinamiche familiari disfunzionali, carente supervisione genitoriale e inadeguatezza educativa;
  • promozione della giustizia riparativa, con mediazione, riparazione e attività sociali o lavori di utilità a favore della comunità.

Soggetti beneficiari dei finanziamenti

Possono accedere ai finanziamenti i seguenti soggetti operanti in Lombardia:

  • comuni, singoli e associati;
  • istituzioni scolastiche e formative;
  • aziende del sistema sociosanitario regionale;
  • istituti penitenziari della Lombardia;
  • enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e operanti da almeno tre anni nel campo del disagio sociale dei minori o educativo;
  • associazioni sportive dilettantistiche iscritte al CONI, con settore giovanile e attività prevalente di avviamento e formazione sportiva per minori.

Consulta regionale e governance

Presso la Giunta regionale è istituita la Consulta regionale sulle baby gang, sul bullismo e sul cyberbullismo, con funzioni di coordinamento conoscitivo e di proposta. Ne fanno parte rappresentanti regionali, dell’Ufficio scolastico regionale, delle ATS, del Terzo settore, delle famiglie, dei giovani, del mondo accademico, del CORECOM e delle associazioni sportive, con possibile partecipazione di rappresentanti statali competenti in materia di giustizia minorile e sicurezza.

La Consulta:

  • raccoglie informazioni sui fenomeni, anche attraverso l’analisi dei social media;
  • confronta e mette in rete buone pratiche, tecnologie, processi e progetti;
  • contribuisce a ottimizzare le azioni nel territorio regionale evitando sovrapposizioni con altri soggetti pubblici;
  • si avvale del supporto del Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, del Corecom e del Comitato tecnico-scientifico della legge regionale sulla legalità.

La partecipazione è gratuita e la Giunta ne definisce il funzionamento.

Requisiti per gli interventi a contatto con minori

Quando i progetti prevedono un contatto diretto con minori, i proponenti devono attestare le specifiche competenze e le certificazioni dei soggetti impiegati nell’attuazione degli interventi. La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, definisce anche criteri, modalità di erogazione dei finanziamenti e requisiti degli operatori che lavorano direttamente con i minori.

Valutazione dell’attuazione

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati raggiunti tramite una relazione annuale della Giunta, che deve indicare:

  • interventi realizzati, tempi, obiettivi, grado di raggiungimento, distribuzione territoriale e soggetti coinvolti;
  • percorsi di patentino digitale avviati e conclusi, con dati su studenti, docenti e famiglie;
  • entità e distribuzione territoriale dei finanziamenti;
  • punti di forza e criticità emersi.

La Giunta rende accessibili i dati raccolti per le attività valutative e il Consiglio pubblica la relazione con gli eventuali documenti conclusivi.

Regime finanziario

La legge reca una disciplina finanziaria articolata per annualità. Le prime coperture riguardano il 2017 per gli interventi scolastici, con prosecuzione dal 2018 nei limiti delle risorse annualmente stanziate o già disponibili in bilancio per le specifiche finalità. Sono previste ulteriori coperture per interventi introdotti successivamente, in particolare:

  • per il 2025, circa euro 450.000 complessivi per nuove misure su prevenzione sociale, analisi sociale, riqualificazione spazi, interventi socioeducativi e formazione/sensibilizzazione;
  • per il 2027, euro 60.000 per i percorsi formativi e il patentino digitale e euro 200.000 per la piattaforma informatica regionale.

Per gli esercizi successivi alle annualità indicate, le spese sono autorizzate con le leggi annuali di bilancio dei singoli esercizi.

Obsolescenza della disciplina

La legge non risulta esplicitamente abrogata nel testo fornito, ma contiene molte previsioni finanziarie riferite a esercizi già trascorsi. Considerata la presenza di interventi e coperture legati a annualità concluse e la funzione ormai prevalentemente programmatica o storica di diverse disposizioni, il provvedimento è da ritenersi in larga parte superato e poco utile in applicazione pratica attuale, pur restando riferimento normativo per la disciplina di base.

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