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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18122/2025 del 13/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 03/02/2025 del Tribunale del riesame di Napoli che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo del Gip (21/01/2025) nella parte relativa a euro 3.640,00 ritenuti provento del delitto previsto dall'art. 648 c.p. (ricettazione), con censura per violazione degli artt. 253 c.p.p. e 648 c.p. per mancata indicazione di elementi dimostrativi del delitto presupposto. La difesa ha contestato l'assenza di motivazione sulla provenienza del denaro e ha fatto rilevare che la presenza dell'indagato nel luogo del fermo era spiegabile con la sua residenza; inoltre si è denunciata una valutazione illegittima basata sullo status soggettivo (precedenti) e sulla mera ingiustificata detenzione della somma senza individuare la tipologia del reato presunto.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale del riesame di Napoli (ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.), perché il provvedimento confermativo non forniva elementi sufficienti per individuare la possibile provenienza del denaro da una specifica fattispecie delittuosa: non è ammessa la semplice valorizzazione del possesso ingiustificato o dello status personale dell'indagato in luogo della indicazione, pur sommaria, della tipologia del reato presupposto necessaria per la ricettazione. Motivazione semplificata e rinvio per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione; la Corte richiede che, quando si disponga sequestro per presunti proventi di reato, sia indicata la possibile tipologia del delitto presupposto (fumus commissi delicti) e non ci si limiti a constatare il possesso ingiustificato della somma

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo; la censura muove dalla presunta violazione dell'obbligo motivazionale richiesto per il decreto/ordinanza di sequestro, in particolare circa l'indicazione degli elementi che colleghino i beni a un reato specifico

  • art. 324, co. 5, cod. proc. pen.

    art. 324, comma 5, c.p.p.

    Norma sulla competenza per il nuovo giudizio dopo annullamento: la Corte rinvia il procedimento al Tribunale del riesame di Napoli competente per il nuovo esame

  • richiami giurisprudenziali e costituzionali (art. 708 c.p.)

    citazione di principio riferita a pronunce della Corte costituzionale in tema di rilievo dello status e della mera colpa d'autore (richiamo testuale nell'atto: 'arresto del Giudice delle Leggi in tema di art. 708 cod. pen.')

    Viene richiamato il principio per cui non può farsi derivare automaticamente la valenza illecita del possesso dalla sola condizione personale dell'indagato o da mere ipotesi di colpa; è necessario un fondamento motivazionale che colleghi il bene a un reato concreto

Massime di principio

  • Per disporre o confermare un sequestro preventivo di somme ritenute provento di reato è necessario indicare elementi che permettano di ritenere la provenienza del denaro da una specifica tipologia di reato (fumus commissi delicti), anche se non occorre ricostruire tutti gli estremi storici-fattuali
  • La mera rilevazione di possesso ingiustificato o la valorizzazione dello status personale (precedenti) non sono di per sé sufficienti a giustificare il sequestro: la motivazione deve collegare concretamente il bene all'ipotesi di reato
  • Se il giudice di merito requalifica l'ipotesi di reato rispetto al Gip (es. da riciclaggio a ricettazione), deve comunque fornire adeguata motivazione circa gli elementi che legano la somma alla fattispecie presunta
  • In caso di motivazione carente sulla provenienza del bene o sul delitto presupposto la parte può ottenere l'annullamento con rinvio e un nuovo esame del Tribunale del riesame
  • La difesa dovrebbe contestare puntualmente l'assenza di indizi specifici sulla provenienza del denaro e offrire alternative spiegazioni (es. residenza, rapporto familiare) per neutralizzare la valenza indiziaria del mero possesso

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