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Sentenza

Sentenza n. 6088/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento – previa tutela cautelare - del provvedimento n. 5786 del 3/6/ 2025 -notificato in data 6/6/2025 - di diniego del visto per motivi di lavoro subordinato del Consolato Generale d’Italia a Casablanca nonché di ogni atto preordinato, presupposto, consequenziale e connesso.

Giustizia amministrativa202510513

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per motivi di lavoro subordinato emesso dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, deducendo l’illegittimità del provvedimento anche perché il necessario Nulla Osta al Lavoro risultava sospeso ai sensi dell’art. 3 del d.l. n. 145/2024. Il diniego prospettava una difformità tra il motivo dichiarato del soggiorno e quello effettivo. Il TAR, con ordinanza istruttoria, ha disposto l’acquisizione di chiarimenti dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca, verificando se lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Rovigo intendesse confermare il Nulla Osta nominativo. Dalla documentazione successivamente depositata è emerso che la mancata conferma del Nulla Osta era ragionevole, considerato che la richiedente era sorella del potenziale datore di lavoro e che quest’ultimo non disponeva di risorse economiche adeguate per procedere all’assunzione prospettata.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto ragionevole la mancata conferma del Nulla Osta al Lavoro da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione, sulla base della relazione familiare tra la richiedente e il potenziale datore di lavoro e dell’insufficienza delle risorse economiche di quest’ultimo. Tali elementi hanno sostenuto il diniego del visto, rendendo infondata la domanda di annullamento. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 d.l. n. 145/2024

    La disposizione è richiamata in relazione alla sospensione del Nulla Osta al Lavoro; il giudice ha svolto l’istruttoria per verificare la successiva conferma o mancata conferma del nulla osta da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il diniego di un visto per lavoro subordinato può essere ritenuto legittimo quando il presupposto Nulla Osta al Lavoro non venga confermato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione sulla base di elementi ragionevoli relativi all’effettività dell’assunzione prospettata.
  • La relazione familiare tra il lavoratore straniero e il potenziale datore di lavoro, unitamente all’insufficienza delle risorse economiche di quest’ultimo, può giustificare la mancata conferma del Nulla Osta al Lavoro e conseguentemente il diniego del visto.
  • Quando la legittimità del diniego del visto dipende dalla conferma del Nulla Osta al Lavoro, il giudice amministrativo può disporre acquisizioni istruttorie presso il Consolato e lo Sportello Unico per l’Immigrazione per verificare l’attualità e la consistenza del presupposto amministrativo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoria

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