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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2184/2022 del 19/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Hani Artan aveva patteggiato (art. 444 c.p.p.) ed era stato condannato dal Tribunale di Vicenza, su conforme richiesta delle parti, a mesi due di arresto (condizionalmente sospesi) e € 600 di ammenda per il reato di cui all'art. 186, comma 2, lett. B), D.Lgs. n. 285/1992 (guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico 1,19/1,21 g/l). La Procura Generale ha impugnato la sentenza in Cassazione per violazione di legge perché il Tribunale non ha disposto la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa applicazione della sospensione della patente di guida e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Vicenza affinché determini e applichi la durata della sospensione. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la sospensione della patente, essendo una sanzione amministrativa accessoria, deve essere applicata anche in caso di patteggiamento e non rientra nelle esclusioni di cui all'art. 445 c.p.p.; ha inoltre precisato che il pubblico ministero può proporre ricorso per Cassazione ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.p.p. quando il giudice omette tale statuizione.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. B), D. Lgs. n. 285/1992

    guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico pari ad 1,19/1,21 g/l

    Disciplinando il reato di guida in stato di ebbrezza, costituisce la norma sostanziale contestata; in combinazione con le disposizioni successive implica l'applicazione della sospensione della patente per le ipotesi previste.

  • art. 186, comma 2-quater, Codice della Strada

    Fa espresso riferimento anche alla sentenza di patteggiamento tra le ipotesi cui consegue di diritto l'applicazione della sospensione della patente di guida.

  • art. 222, Codice della Strada

    Prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e ne disciplina l'applicazione; la Corte lo interpreta come obbligatorio anche in caso di patteggiamento.

  • art. 444, cod. proc. pen.

    Regola il patteggiamento (accordo tra parti) e la sua eventuale omologazione da parte del giudice; la pronuncia iniziale è stata resa ai sensi di questa disposizione.

  • art. 445, cod. proc. pen.

    Contiene le fattispecie escluse dall'applicazione in caso di patteggiamento; la Corte rileva che la sospensione della patente, essendo sanzione amministrativa accessoria, non rientra tra le esclusioni previste da tale articolo.

  • art. 606, comma 2, cod. proc. pen.

    Indica i motivi e la legittimazione per il ricorso per Cassazione; la Corte afferma che il pubblico ministero può impugnare l'omissione della sospensione della patente ai sensi di questa norma.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. (legge 23 giugno 2017, n. 103)

    Introdotto per disciplinare l'impugnazione nelle operazioni di patteggiamento; la Corte esclude l'applicazione di questa norma per il ricorso del pubblico ministero quando si tratta di una sanzione amministrativa autonoma come la sospensione della patente, e quindi rimanda all'art. 606, comma 2.

Massime di principio

  • La sospensione della patente di guida è una sanzione amministrativa accessoria e deve essere applicata anche quando la condanna deriva da patteggiamento; la sua applicazione non può essere esclusa automaticamente dall'accordo tra le parti.
  • Se il giudice omette di disporre la sospensione della patente in reati della circolazione stradale (es. guida in stato di ebbrezza), il pubblico ministero può proporre ricorso per Cassazione ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.p.p.
  • In caso di annullamento limitato per omissione della sospensione, il giudice di rinvio (Tribunale) ha il potere discrezionale di determinare la durata della sospensione conformemente ai criteri di legge.
  • L'orientamento giurisprudenziale consolidato prevale sul contenuto dell'accordo di patteggiamento quando si tratta di sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge; il giudice deve statuire d'ufficio tali misure se obbligatorie.

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