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Sentenza

Sentenza n. 3678/2026 - Milano, Sezione 3

per l'ottemperanza alla sentenza n. 560/2024 del Tribunale di Milano del 04/04/2024

Giustizia amministrativa202504393

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il beneficio economico della Carta Docente per gli anni scolastici 2019/20-2022/23

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata al Ministero il 30 gennaio 2025, con la quale era stato riconosciuto il beneficio di 500 euro annui tramite Carta Docente, per complessivi 2.000 euro. Ha dedotto che, decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, il Ministero non aveva eseguito la pronuncia né effettuato pagamenti, neppure parziali. Ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il titolo giudiziale era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato ed era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento. La documentazione prodotta e le dichiarazioni della ricorrente dimostravano l'assenza di qualsiasi pagamento; il Ministero, costituitosi con una memoria di stile, non aveva contestato l'esistenza né l'entità del credito e non aveva fornito indicazioni sull'esecuzione. Il Tribunale ha quindi accertato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di effettuare integralmente il pagamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, con facoltà di delega, da attivarsi entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza, ordinare l'esecuzione del giudicato e adottare misure sostitutive, inclusa la nomina del commissario ad acta.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il pagamento da parte delle amministrazioni di somme dovute in forza di provvedimenti giudiziari può essere eseguito decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    È la disposizione in base alla quale la sentenza del giudice del lavoro aveva riconosciuto alla docente il beneficio economico annuale tramite Carta Docente.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di condanna al pagamento di somme nei confronti di una pubblica amministrazione è passata in giudicato, è stata ritualmente notificata ed è decorso il termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, il creditore può agire in ottemperanza in caso di mancata esecuzione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'esistenza e dell'entità del credito, unitamente alla prova documentale dell'assenza di pagamenti, consente al giudice di accertare l'inottemperanza e ordinare il pagamento integrale.
  • Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare già nella sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire nel caso di ulteriore inerzia, ponendo gli oneri dell'attività sostitutiva a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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