Sentenza n. 1561/2026 - Venezia, Sezione 3
per l’annullamento del provvedimento della Questura di -OMISSIS- del 21 ottobre 2024 e notificato il 30 ottobre 2024, con il quale è stato disposto il rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno per asilo politico in permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo poi mutata in richiesta di permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per asilo politico in permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o, in subordine, in permesso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto la conversione del proprio permesso di soggiorno per asilo politico in permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 286/1998, ovvero in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. La Questura aveva rigettato l’istanza con provvedimento del 21 ottobre 2024, notificato il 30 ottobre 2024. Il provvedimento era stato tempestivamente impugnato. Nel corso del giudizio, in esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 27/2025, l’Amministrazione rilasciava al ricorrente un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell’art. 9, comma 1-bis, del d.lgs. n. 286/1998. Il difensore del ricorrente dichiarava quindi la cessazione della materia del contendere e chiedeva la rifusione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo avesse carattere integralmente satisfattivo rispetto alla pretesa azionata. Non è stata quindi pronunciata una decisione di merito sulla legittimità del diniego originario. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale, in ragione dell’esito sostanziale della controversia, e liquidate in € 1.000,00 oltre spese generali, IVA e CPA, nonché con rimborso del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 9 d.lgs. n. 286/1998
Disciplina il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, richiesto dal ricorrente e successivamente rilasciato dall’Amministrazione.
art. 9, comma 1-bis, d.lgs. n. 286/1998
Costituisce la base normativa del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato al ricorrente nel corso del giudizio.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione adotta un provvedimento integralmente satisfattivo della pretesa azionata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, da parte dell’Amministrazione, di un provvedimento integralmente satisfattivo della pretesa fatta valere in giudizio determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., anche quando il nuovo provvedimento intervenga in esecuzione di una misura cautelare.
- Quando la cessazione della materia del contendere dipende dall’adozione in corso di causa di un atto favorevole al ricorrente, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso in base all’esito sostanziale della controversia.
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