Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 14/06/2022 n. 19068 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Imputazione a Z.L. di dividendi non dichiarati per l'anno 2006, in relazione a un maggior reddito accertato in capo alla A. s.r.l. a seguito del disconoscimento di costi ritenuti fittizi connessi a un contratto di sconto pro soluto. L'Agenzia ha ritenuto che, trattandosi di società di capitali a ristretta base proprietaria, l'utile extracontabile fosse presumibilmente distribuito pro quota ai soci (quota indiretta del ricorrente 18%) e ha notificato avviso di accertamento per dividendi; il ricorrente ha contestato l'attribuzione sostenendo che le somme retrocesse alla società e quelle effettivamente distribuite non giustificano l'imputazione per l'intero ammontare e che sussisterebbero elementi di prova contrari alla presunzione di distribuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il controricorso dell'Agenzia (perché non pertinente rispetto ai motivi effettivamente proposti dal ricorrente) e ha rigettato il ricorso di Z.L.. Il rigetto conferma che: 1) in caso di società a ristretta base azionaria è legittima la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società; 2) l'onere di provare la diversa destinazione degli utili (accantonamento, reinvestimento o inesistenza della distribuzione) grava sul socio; 3) la presunzione opera anche se il maggior reddito della società è stato definito mediante adesione; 4) la distribuzione si presume effettuata nello stesso esercizio cui si riferisce l'accertamento. Per questi motivi le censure del ricorrente (violazione di norme del TUIR e del codice civile sulla prova, omessa e insufficiente motivazione) sono state ritenute infondate o inammissibili e il ricorso è respinto.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) art. 45

    D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 45

    L'articolo è stato invocato dal ricorrente ma la Corte ha ritenuto che la presunzione di attribuzione degli utili extracontabili a soci di società a ristretta base non configuri una violazione del principio richiamato; pertanto l'eccezione è infondata.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) art. 47

    La Commissione aveva fatto riferimento all'art. 47 per limitare, nella valutazione, la misura della distribuzione a una percentuale (nella fattispecie indicata) dei maggiori utili; la Cassazione non ha censurato l'operato del giudice di merito su questo punto.

  • D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 5-bis

    D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 5-bis

    Riferimento alla definizione con adesione operata dalla A. s.r.l.; la Corte ha ritenuto che la definizione in capo alla società non escluda la presunzione di distribuzione verso i soci nelle società a ristretta base.

  • Codice civile, art. 2697

    Articolo relativo all'onere della prova: la Corte afferma che l'onere di provare la diversa destinazione degli utili incombe sul socio che contesta l'attribuzione, per cui non sussiste violazione dell'art. 2697 nel giudizio di merito.

  • Codice civile, artt. 2727 e 2729

    Norme sulle presunzioni e sui requisiti delle presunzioni semplici: la Corte ha ritenuto che la ristrettezza della base sociale costituisca fatto noto idoneo a fondare la presunzione di distribuzione e che i requisiti per la prova presuntiva siano soddisfatti.

  • D.Lgs. n. 546/1992, artt. 36, 53, 56

    D.Lgs. n. 546/1992, artt. 36, 53 e 56

    Richiamati dal ricorrente in tema di motivazione e istruttoria; la Corte ha ritenuto che le questioni contestate attengono a ricostruzione di fatto e non a omissione di decisione, e che la motivazione della sentenza di merito, sebbene sintetica, non è nulla né insufficiente ai sensi delle norme sul processo tributario.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Invocato dal ricorrente per contestare omissione di pronuncia: la Corte ha rilevato che non sussiste omissione di decisione su un 'capo di domanda' ma mera controversia sulla valutazione di fatti e prove.

  • Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4

    art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4

    Norme di cassazione invocate per vizio di motivazione e violazione di legge: la Corte ha ritenuto infondate le censure di violazione di legge e non sussistente la nullità per totale carenza motivazionale.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater e 1-bis

    D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater e 1-bis

    Richiamati dalla Corte in relazione all'ulteriore versamento contributo unificato in caso di rigetto del ricorso; la sentenza registra la sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento.

Massime di principio

  • Per le società di capitali a ristretta base proprietaria esiste una presunzione legittima che gli utili extracontabili accertati in capo alla società siano stati distribuiti ai soci pro quota; tale presunzione può essere superata solo mediante prova concreta e specifica in ordine alla diversa destinazione (accantonamento, reinvestimento) o all'estraneità del socio alla gestione.
  • L'imputazione del maggior reddito accertato alla società si traduce in capo ai soci indipendentemente dalla modalità con cui la società abbia definito l'accertamento (adesione o contenzioso non esclude la presunzione di distribuzione).
  • L'onere della prova grava sul socio che contesta l'attribuzione: senza prova idonea la presunzione opera e l'accertamento resta valido.
  • La presunzione di distribuzione si riferisce, di norma, allo stesso esercizio cui si riferisce l'accertamento societario; distribuzioni parziali a favore di alcuni soci non escludono che siano state operate distribuzioni anche in favore di altri soci.
  • In sede di legittimità è difficile ottenere la riconsiderazione degli elementi probatori di fatto: la Cassazione verifica la regolarità della motivazione e l'osservanza dell'onere della prova, ma non effettua una nuova valutazione degli indizi se non in presenza di vizi di sussunzione o di manifesta illogicità.
  • I controricorsi e i mezzi di difesa devono essere pertinenti rispetto ai motivi effettivamente proposti: difese divergenti o riferite ad altro oggetto possono essere dichiarate inammissibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.