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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50730/2023 del 19/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il trattenimento di una missiva a lui diretta mentre si trovava sottoposto al regime dell'art. 41-bis e, dunque, alla vigilanza sulla corrispondenza. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge sostanziale e vizio di motivazione dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato che l'ordinanza impugnata era stata pronunciata da un giudice di cognizione diverso da quello individuato dalla legge per decidere sul reclamo relativo alla mancata consegna di corrispondenza sottoposta a visto di controllo. Si è trattato di incompetenza funzionale rilevabile d'ufficio. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli per il proseguimento del procedimento.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 18-ter, comma 6

    Stabilisce il rimedio del reclamo contro i provvedimenti in tema di mancata consegna o mancato inoltro della corrispondenza sottoposta a visto di controllo; delimita la competenza del tribunale di sorveglianza o del tribunale in composizione collegiale a seconda dell'autorità che ha emesso il provvedimento.

  • legge penitenziaria, art. 14-ter (richiamato)

    Definisce la procedura di reclamo in materia penitenziaria cui rinvia l'art. 18-ter per l'impugnazione dei provvedimenti sulla corrispondenza.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 5251 del 17/01/2006, Schiavone; Sez. 1, n. 10463 del 01/12/2016, Ferri, Rv. 269550-01)

    Sez. 1, n. 5251 del 17/01/2006; Sez. 1, n. 10463 del 01/12/2016, dep. 2017

    Confermano che l'ordinanza pronunciata da un giudice diverso da quello competente costituisce incompetenza funzionale e che tale vizio è rilevabile d'ufficio in sede di legittimità, con conseguente annullamento e trasmissione degli atti al giudice competente.

Massime di principio

  • I provvedimenti che dispongono il trattenimento o il mancato inoltro di corrispondenza soggetta a visto di controllo devono essere impugnati mediante reclamo davanti al giudice indicato dall'art. 18-ter e art. 14-ter della legge penitenziaria: tribunale di sorveglianza se il provvedimento è del magistrato di sorveglianza, altrimenti il tribunale in composizione collegiale del circondario del giudice che ha emesso il provvedimento.
  • La competenza funzionale è un requisito inderogabile: quando decide un giudice non individuato dalla norma si configura incompetenza funzionale che può essere rilevata d'ufficio anche in Cassazione, con conseguente annullamento della pronuncia viziata e trasmissione degli atti al giudice competente.
  • In situazioni analoghe la Corte di Cassazione tende ad annullare senza rinvio le decisioni affette da incompetenza funzionale e a disporre la trasmissione degli atti al giudice competente, evitando di entrare nel merito delle censure sostanziali assorbite dal vizio di competenza.
  • Per il detenuto sottoposto a 41-bis che subisce il trattenimento di corrispondenza, è essenziale verificare e, se necessario, contestare tempestivamente la competenza del giudice che ha deciso, proponendo il reclamo davanti all'autorità competente ai sensi della legge penitenziaria.
  • In sede di impugnazione conviene menzionare e documentare ogni vizio procedurale (compresa l'incompetenza) perché tali vizi possono determinare facilmente l'annullamento della pronuncia indipendentemente dall'accertamento del merito sulla corrispondenza.

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