Cassazione Civile, Sentenza n. 8777/2021 del 30/03/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'avv. Carlo Zauli fu sanzionato (sospensione dall'esercizio della professione per 2 mesi) dal consiglio distrettuale di Bologna per avere omesso, nel procedimento di espropriazione presso terzi in cui difendeva se stesso, di dichiarare al giudice dell'esecuzione che il terzo (ASL Romagna) aveva già pagato il credito prima della notifica del pignoramento e di aver quindi ottenuto indebitamente l'ordinanza di assegnazione. La contestazione fu fondata sugli artt. 9 e 50 del codice deontologico (e sugli artt. 6 e 14 del previgente codice). Il ricorrente impugnò la decisione al CNF (rigetto) e poi in Cassazione sollevando numerosi motivi: nullità per presunta partecipazione di membri ineleggibili del CNF, vizi procedurali (mancata fonoregistrazione, mancata comunicazione dei componenti, mancata audizione di testimoni), errata qualificazione giuridica dell'illecito e applicazione della norma sanzionatoria più favorevole.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate o inammissibili molteplici censure, ha confermato la legittimità del sistema disciplinare forense e del CNF come giurisdizione speciale, ha ritenuto irrilevante ai fini dell'annullamento della sentenza la successiva declaratoria di ineleggibilità di alcuni consiglieri (conta il momento della deliberazione e il principio di conservazione degli atti), ha giudicato corretta la sussunzione dei fatti negli articoli deontologici richiamati e ha ritenuto legittima l'applicazione della sanzione (entro i limiti edittali). Pertanto la sentenza disciplinare è stata confermata e il ricorso respinto.
Norme richiamate
Art. 9 codice deontologico forense
Impone il dovere di correttezza verso il giudice; l'omissione di fatti rilevanti al giudice nell'esercizio della professione può integrare illecito disciplinare.
Art. 50 codice deontologico forense
sospensione dall'attività professionale da uno a tre anni
Tipizza la sanzione edittale per il tipo di illecito contestato; la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione del nuovo codice ove non venga meno il favor rei.
Artt. 6 e 14 del previgente codice deontologico
Norme previgenti in tema di doveri deontologici; il CNF ha valutato la successione normativa e i limiti del favor rei nel passaggio al nuovo codice.
Art. 553 cod. proc. civ.
Norma sul procedimento di espropriazione presso terzi e sugli atti del giudice dell'esecuzione; rilevante per gli effetti che l'omessa informazione al giudice ha prodotto (ordinanza di assegnazione).
R.D. 22 gennaio 1934, n. 37 (art. 44, 51, 64)
Dispone modalità di redazione e pubblicazione delle deliberazioni del CNF e dei consigli distrettuali; la Corte ha richiamato tali norme per affermare che la deliberazione e la sottoscrizione valgono a consolidare la decisione anche se successivamente muta la composizione.
I. n. 247 del 2012 (art. 34, art. 52 lett. c), art. 65 comma 5)
Riforma dell'ordinamento forense: delega al CNF per il nuovo codice deontologico, determina i limiti edittali delle sanzioni disciplinari e prevede il principio del favore rei nella successione delle norme disciplinari.
Art. 158, 159, 161 cod. proc. civ.
Norme sulla costituzione del giudice e sulla nullità degli atti: la Corte ha interpretato che rileva il momento della deliberazione della decisione e che la successiva declaratoria di ineleggibilità non annulla automaticamente pronunce già deliberate e pubblicate.
Art. 132 cod. proc. civ.
Norma generale sulla sottoscrizione delle sentenze: richiamata per confrontarla con le disposizioni speciali del r.d. 37/1934 che regolano la sottoscrizione e pubblicazione delle decisioni del CNF.
Art. 45 cod. proc. pen.
Istituto della rimessione per gravi situazioni locali del procedimento penale: la Corte ha ritenuto inapplicabile tale rimedio al procedimento disciplinare amministrativo del consiglio distrettuale.
Art. 7 codice deontologico
Responsabilità disciplinare del dominus per il fatto dei collaboratori e sostituti; giustificazione per l'addebito anche quando l'errore derivi da una sostituta.
Massime di principio
- La mancata comunicazione al giudice di un fatto oggettivamente rilevante (es. pagamento del credito da parte del terzo) può integrare illecito deontologico per violazione del dovere di correttezza, indipendentemente dall'eventuale mancata contestazione giudiziale nel processo civile.
- Le censure procedurali innanzi al giudice di legittimità richiedono specificità e dimostrazione del pregiudizio concreto al diritto di difesa; vizi generici o meri contrasti di merito sulle valutazioni probatorie sono frequentemente inammissibili.
- La declaratoria successiva di ineleggibilità di membri giudicanti non invalida automaticamente decisioni già deliberate e pubblicate: rileva il momento della deliberazione e il principio di conservazione degli atti giurisdizionali.
- Nel passaggio tra vecchio e nuovo codice deontologico va applicato il principio del favor rei: tuttavia occorre comparare concretamente i limiti edittali e la fattispecie per valutare se sussiste una norma effettivamente più favorevole.
- Le questioni che investono la legittimità costituzionale o comunitaria del sistema disciplinare professionale sono di regola affrontate restrittivamente: i consigli professionali e il CNF, quale giurisdizione speciale, sono ritenuti compatibili con i parametri costituzionali quando assicurano garanzie di indipendenza e diritto di difesa.
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