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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31865/2024 del 05/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p.: si allega che la Corte di cassazione, nell'ordinanza che dichiarò inammissibile il ricorso per cassazione contro l'applicazione della libertà vigilata, avrebbe omesso di valutare una censura della difesa relativa alla nullità ex art. 178 c.p.p. per violazione del contraddittorio. In particolare si sostiene che il Magistrato di sorveglianza di Nuoro rigettò l'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore (avv. Angela Porcelli) nonostante il difensore avesse documentato un concomitante impegno inderogabile davanti alla Corte di cassazione; la Corte di cassazione avrebbe quindi erroneamente percepito il primo motivo del ricorso principale e non avrebbe valutato la questione di nullità, commettendo un errore percettivo decisivo.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Motivazioni principali: (1) il rimedio straordinario ex art. 625-bis non è esperibile contro pronunce della magistratura di sorveglianza (è riservato alle pronunce di condanna/ applicative di sanzione penale); (2) il ricorso è non autosufficiente perché non è stato allegato il precedente ricorso per cassazione né è stata ritrascritta la doglianza omessa, rendendo impossibile verificare la rituale proposizione e il contenuto del motivo; (3) in ogni caso non è stato dimostrato che l'eventuale errore di percezione fosse decisivo (mancano elementi temporali e probatori rilevanti: quando il difensore ricevette l'avviso, che fosse difensore di fiducia prima dell'avviso, e che ricorressero le condizioni per il rinvio ai sensi della giurisprudenza). Per tali ragioni il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese e al versamento alla cassa delle ammende di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    da una svista o da un equivoco in cui la Corte di cassazione sia incorsa nella lettura degli atti interni al giudizio e connotato dall'influenza esercitata nel processo formativo della volontà che abbia condotto ad una decisione diversa da quella che sarebbe stata adottata senza di esso

    Il rimedio straordinario per errore di fatto è ammesso solo per errori percettivi della Corte di cassazione che abbiano avuto incidenza decisiva sulla decisione; non può essere usato per censire errori di diritto. Inoltre la giurisprudenza limita l'operatività di questo rimedio alle pronunce di condanna (applicazione di sanzione penale).

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le nullità (tra cui la nullità assoluta per violazione dei diritti fondamentali del processo); nel caso concreto la difesa aveva evocato la nullità per violazione del contraddittorio, ma l'eccezione non è stata adeguatamente riprodotta nel ricorso straordinario.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Riguarda l'effetto della nullità assoluta; la difesa aveva invocato l'art.179 in relazione alla presunta nullità, ma il ricorso non ha fornito elementi tali da farne valutare l'incidenza.

  • art. 420-ter cod. proc. pen.

    Disciplina il rinvio per legittimo impedimento del difensore; il giudice di merito valuta l'esistenza dei presupposti, anche alla luce degli avvisi ricevuti e dei tempi, e bilancia l'interesse pubblico alla rapida celebrazione del procedimento con l'impedimento del difensore.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola i limiti della motivazione nel ricorso straordinario: il ricorso ha esposto il motivo nei limiti strettamente necessari come previsto per la motivazione, ma comunque è risultata carente l'autosufficienza documentale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese e delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità quando non sussiste colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha applicato l'art.616 fissando la somma a 3.000 euro.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è uno strumento assai limitato: ammette solo errori percettivi decisivi della Corte di cassazione e non è idoneo a rimettere in discussione questioni di diritto o valutazioni del merito non assimilabili a errori percettivi.
  • Tale rimedio, secondo la giurisprudenza consolidata, riguarda primariamente pronunce di condanna (applicative di sanzione penale) e non è normalmente esperibile avverso provvedimenti della magistratura di sorveglianza.
  • Il ricorso deve essere autosufficiente: è necessario allegare i provvedimenti impugnati e riprodurre integralmente la doglianza che si sostiene sia stata omessa o travisata, così da permettere la verifica formale e sostanziale del vizio denunciato.
  • L'errore di fatto invocato deve essere dimostrato come decisivo — ossia bisogna provare che, se la doglianza fosse stata correttamente percepita e valutata, la decisione sarebbe stata necessariamente diversa.
  • Quando si lamenta la violazione del diritto al contraddittorio per mancata concessione di rinvio per legittimo impedimento del difensore, il ricorrente deve documentare chiaramente: a) la nomina del difensore prima dell'avviso, b) la data e il contenuto dell'avviso di fissazione dell'udienza, c) la natura inderogabile dell'impegno del difensore e d) perché la sostituzione o altri rimedi non erano praticabili; senza questi elementi la censura sarà probabilmente dichiarata inammissibile o infondata.
  • L'assenza di autosufficienza e la generica aspecificità delle doglianze espongono il ricorrente a declaratoria di inammissibilità e a sanzioni economiche (spese e ammende), salvo che ricorra colpa nella proposizione del ricorso.

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