Cassazione Penale, Sentenza n. 21656/2023 del 19/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per violazione dell'art. 216, comma 3, L.F. e per vizio di motivazione, denunciando che la Corte d'appello aveva travisato il contenuto del capo d'imputazione. In particolare, si è sostenuto che la Corte aveva confuso l'autoliquidazione del compenso del liquidatore con le distrazioni realizzate tramite fittizi costi per il personale, non rispettando la ricostruzione di primo grado secondo la quale i costi per il personale erano stati sostenuti mentre la società era ancora operativa, mentre il pagamento degli emolumenti del liquidatore era avvenuto in una fase successiva, di chiara crisi. Di conseguenza, secondo il ricorrente la Corte avrebbe dovuto valutare la congruità del compenso del liquidatore per decidere se configurare bancarotta fraudolenta patrimoniale o bancarotta preferenziale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che la motivazione della Corte di appello era disancorata sia rispetto all'oggetto dell'imputazione (capo C) sia rispetto al tenore della sentenza di primo grado, adottando argomentazioni eccentriche rispetto al thema decidendum. Per questi motivi la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Bologna.
Norme richiamate
art. 216, comma 3, L.F.
Il ricorrente denunciava la violazione di tale norma; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello avesse motivato in modo eccentrico e non ancorato al thema decidendum, determinando l'annullamento e il rinvio. Dal testo non emerge una interpretazione sostanziale della norma da parte della Cassazione
Massime di principio
- La Corte d'appello deve attenersi strettamente all'oggetto dell'imputazione: non può riformulare i fatti in modo da riscrivere il thema decidendum senza adeguata istruttoria e motivazione.
- Nei casi di pagamenti operati dal liquidatore (autoliquidazione del compenso) è essenziale valutare la cronologia concreta: se i pagamenti sono avvenuti quando la società era ancora operativa o già in stato di crisi, perché ciò incide sulla qualificazione tra bancarotta preferenziale e bancarotta fraudolenta patrimoniale.
- Per distinguere tra bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta preferenziale occorre esaminare la natura e la congruità del pagamento (compenso o rimborso): pagamenti congrui e necessari all'esercizio della funzione possono orientare verso una fattispecie meno grave rispetto a distrazioni dolose.
- La motivazione giudiziaria deve essere coerente con le risultanze di primo grado; l'introduzione di argomentazioni non fondate sui fatti accertati può determinare l'annullamento in Cassazione per vizio di motivazione.
- Quando il giudice contesta la realtà o la strumentalità di costi dichiarati (es. costi per il personale fittizi), deve darne prova e collegare chiaramente tali contestazioni al capo d'imputazione pertinente.
- In presenza di vizio argomentativo grave la Cassazione tipicamente annulla e rinvia per nuovo giudizio, spesso ad altra sezione, affinché il giudice di merito affronti correttamente i profili sostanziali e probatori rilevanti.
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