Cassazione Penale, Sentenza n. 32975/2024 del 22/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 01/04/2024 del Tribunale di Roma che non aveva convalidato l'arresto eseguito nei confronti di Diletti per furto aggravato. I fatti: un testimone aveva ripreso con il cellulare i furti consumati su due autovetture e mostrato i filmati agli operanti, che individuarono successivamente Diletti in un'altra strada; al controllo l'indagato aveva addosso oggetti provenienti dai furti. Il giudice di merito ritenne non sussistenti gli estremi della "quasi flagranza" perché l'arresto era avvenuto sulla base delle indicazioni/filmati fornite dal testimone e non per percezione immediata degli operanti.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore. Pur escludendo che si configuri la prima ipotesi di "quasi flagranza" (inseguimento iniziato immediatamente dagli operanti presenti al fatto), ha ritenuto invece sussistente la seconda ipotesi: l'arrestato è stato sorpreso in possesso di parte della refurtiva poco dopo il fatto, costituzione di tracce tangibili che attestano la stretta contiguità temporale tra il reato e la sorpresa. Perciò l'arresto è stato ritenuto legittimo e l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio.
Norme richiamate
art. 382 cod. proc. pen.
La Corte interpreta la nozione di "quasi flagranza" come comprendente due ipotesi: a) l'inseguimento immediato subito dopo il reato (non basato su informazioni raccolte successivamente da testimoni); b) la sorpresa dell'indagato con cose o tracce dalle quali appaia che abbia commesso il reato immediatamente prima. Nel caso concreto si applica la seconda ipotesi.
Sez. U. n. 39131 del 24/11/2015 (precedente della Corte di Cassazione)
Principio secondo cui l'arresto basato esclusivamente sulle informazioni fornite da vittima o terzi nell'immediatezza non integra di per sé la "quasi flagranza"; è necessaria l'immediata ed autonoma percezione, da parte di chi procede all'arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato. Tuttavia, la presenza materiale di refurtiva sull'arrestato costituisce traccia idonea a legittimare la "quasi flagranza".
Massime di principio
- La "quasi flagranza" si verifica in due soli scenari principali: inseguimento immediato o sorpresa dell'indagato con cose/tracce rivelatrici della immediata commissione del reato.
- L'arresto effettuato dalla polizia sulla sola base di informazioni/filmati forniti da terzi, senza che gli operanti percepiscano direttamente tracce o elementi colleganti, non costituisce in sé "quasi flagranza".
- La scoperta sull'indagato di oggetti riconducibili al reato, in stretta prossimità temporale, integra la seconda ipotesi di "quasi flagranza" e legittima l'arresto.
- Il giudice chiamato a convalidare l'arresto deve valutare se gli operanti avevano una percezione immediata e autonoma delle tracce ovvero se l'arresto è avvenuto per effetto di informazioni di terzi: solo nel primo caso (o se l'arrestato è sorpreso con refurtiva) la convalida è possibile.
- Per evitare problemi di convalida, gli operatori di polizia devono documentare tempestivamente e materialmente le tracce (segnalare, sequestrare refurtiva, verbalizzare ritrovamenti) e chiarire il nesso temporale tra il reato e la sorpresa dell'indagato.
- In situazioni analoghe, la presenza di elementi materiali riconducibili al reato sul soggetto sorpreso è l'elemento probatorio decisivo che può trasformare un intervento basato su segnalazioni in una legittima "quasi flagranza".
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