Sentenza del 25/03/2015 n. 2851 - Comm. Trib. Prov. Milano
SENTENZA - MOTIVAZIONE - Questioni rilevanti ai fini della decisione - Sufficienza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl principio affermato è che la motivazione è sufficiente quando affronta le sole questioni di fatto e di diritto effettivamente rilevanti per la decisione adottata. Il giudice può quindi omettere l'esame dettagliato delle ulteriori argomentazioni o questioni non decisive, purché il percorso logico-giuridico della sentenza risulti comprensibile e consenta di individuare le ragioni della decisione.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La questione riguarda l'ampiezza dell'obbligo di motivazione della sentenza ai sensi dell'art. 118 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. Si sostiene che il giudice, pur dovendo motivare concisamente la decisione, non sia obbligato a esaminare in modo specifico e analitico tutte le questioni prospettate dalle parti, quando alcune siano irrilevanti rispetto all'esito della causa.
Norme richiamate
Art. 118 disposizioni di attuazione del codice di procedura civile
Il giudice deve esporre concisamente i fatti rilevanti della causa e le ragioni giuridiche della decisione.
La norma non impone l'esame analitico di ogni questione sollevata dalle parti, ma richiede una motivazione concisa e sufficiente sulle questioni decisive per l'esito del giudizio.
Massime di principio
- Una sentenza non è necessariamente viziata perché non risponde singolarmente a ogni argomentazione delle parti: è sufficiente che esamini le questioni decisive.
- L'omessa trattazione di una questione può essere irrilevante se essa non avrebbe comunque modificato il risultato della controversia.
- La motivazione deve permettere di comprendere il ragionamento seguito dal giudice e di verificare il collegamento tra fatti accertati, norme applicate e decisione finale.
- Per contestare validamente una motivazione non basta segnalare che alcuni argomenti non sono stati esaminati; occorre dimostrare che è stata trascurata una questione decisiva o che la motivazione è apparente, incoerente o incomprensibile.
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