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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21530/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Trieste (11/10/2023) che lo aveva condannato a mesi otto di reclusione e euro 1.600 di multa ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 per plurimi episodi di acquisto e cessione di stupefacenti. Il ricorso articolava tre motivi principali: 1) vizio di motivazione e interpretazione apodittica delle intercettazioni ambientali, sostenendo che dalle conversazioni non emergerebbe prova della cessione e che sia il primo grado sia l'appello non avrebbero adeguatamente elaborato il significato delle intercettazioni; 2) violazione di legge in ordine all'onere motivazionale e al mancato confronto tra le risultanze delle intercettazioni e altri elementi di prova (in particolare l'esito negativo della perquisizione domiciliare); 3) errata applicazione del criterio quantitativo nella distinzione tra uso personale e destinazione alla cessione: la difesa sosteneva che acquisti di modeste quantità non giustificano la ricostruzione di finalità di spaccio e che il criterio quantitativo era stato usato in modo assorbente e contraddittorio.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fornito una motivazione coerente e convincente, indicando riscontri alle intercettazioni (in particolare le dichiarazioni del coimputato Suarez Cabezas sul ruolo di acquirente e sugli specifici quantitativi) e argomentando in modo adeguato l'esclusione del mero consumo di gruppo. La Corte ha inoltre ritenuto congrua la valutazione circa la ripetitività e la natura delle condotte (acquisti ripetuti di marijuana e cocaina) che giustificano la deduzione della destinazione anche a terzi. Perciò il provvedimento impugnato è stato confermato, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e il ricorso è stato dichiarato infondato (inibita la riconsiderazione ex novo della prova in sede di legittimità).

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    I fatti sono stati qualificati ai sensi del comma 5 (delitti relativi a sostanze stupefacenti con finalità di cessione): la Corte ha ritenuto che, pur essendovi acquisti anche per uso personale, la ripetitività, i quantitativi complessivi e i riscontri probatori (intercettazioni e dichiarazioni del coimputato) consentono di desumere la finalità di cessione.

  • art. 623, lett. c), cod. proc. pen.

    Citato dalla difesa in subordine per richiedere l'annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello; la Corte di legittimità ha però ritenuto infondati i motivi che giustificassero il rinvio richiesto.

Massime di principio

  • Le intercettazioni ambientali, sebbene in astratto non definitive, possono costituire prova sufficiente se corredate da riscontri chiari e univoci (es. dichiarazioni di terzi, contesto cronologico e ripetitività delle condotte).
  • L'esito negativo di una perquisizione domiciliare non annulla automaticamente la portata probatoria delle intercettazioni; il giudice deve valutare il complesso delle risultanze, e contraddizioni apparenti vanno valutate nel quadro probatorio complessivo.
  • La mera entità quantitativa di singoli acquisti non esclude né prova né presunzione di destinazione alla cessione se nel complesso emergono condotte ripetute, varietà e frequenza di acquisti e riscontri che indicano contatti con altri consumatori.
  • In Cassazione è generalmente inibita la rivalutazione ex novo della prova: i motivi che chiedono una diversa valutazione degli elementi probatori devono dimostrare vizi di motivazione o inosservanza di norme, non semplicemente una diversa lettura delle prove.
  • Per il difensore è utile evidenziare non solo la possibile ambiguità delle intercettazioni, ma anche la concreta mancanza di riscontri e contraddizioni probatorie tali da rendere insufficiente il quadro accusatorio; occorre indicare punti specifici di carenza motivazionale delineati con chiarezza.

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