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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14581/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lucisano, indagato per inquinamento ambientale e contravvenzioni al d.lgs. n.152/2006, impugnava l'ordinanza del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile per carenza di interesse la sua istanza di riesame avverso il sequestro preventivo convalidato dal G.I.P. di Gela. La difesa ha sostenuto che, avendo a seguito del sequestro la legale rappresentanza della società Ato Ambiente CL2 s.p.a. passata agli amministratori giudiziari e quindi essendo stato destituito dal ruolo di commissario liquidatore, Lucisano aveva agito in proprio e non in nome della società, vantando un interesse concreto e attuale non limitato alla mera restituzione dei beni ma volto al reintegro nel ruolo e nei poteri gestionali sottratti dalla misura cautelare. Sono state altresì invocate violazioni degli artt. 322, 568 comma 4 e 591 comma 1 lett. a) c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione e interesse del ricorrente. Ha ritenuto conforme la decisione del Tribunale secondo cui un indagato non titolare del bene sequestrato può proporre riesame solo se vanti un interesse concreto e attuale riconducibile al risultato tipizzato per quel rimedio (cioè la restituzione della cosa come effetto del dissequestro). L'interesse a ottenere una pronuncia sulla carenza del fumus commissi delicti e il reintegro nei poteri gestionali non sono rilevanti ai fini dell'ammissibilità del riesame. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e al pagamento delle spese come disposto ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 322 c.p.p.

    Richiamato dalla difesa come norma procedurale pertinente; nella sentenza serve come riferimento alle regole sull'impugnazione e sui termini processuali, ma la Corte non ha ritenuto che la sua interpretazione consentisse l'ammissibilità del riesame in assenza dell'interesse concreto al dissequestro.

  • art. 568 c.p.p., comma 4

    Norma relativa ai rimedi contro misure cautelari; richiamata nel motivo di ricorso. La Corte ha precisato che l'interesse all'impugnazione per il riesame deve corrispondere al risultato tipizzato (restituzione delle cose) e non a un generico interesse alla pronuncia sul fumus.

  • art. 591 c.p.p., comma 1 lett. a)

    Prevede l'impugnazione delle ordinanze; invocata dalla difesa. La Corte ha valutato la legittimazione ad impugnare alla luce del contenuto della norma e della giurisprudenza consolidata, confermando che chi non è titolare dei beni deve dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità o reiezione del ricorso; la Corte ha disposto l'onere delle spese a carico del ricorrente ai sensi di tale articolo.

  • d.lgs. n. 152 del 2006

    Riferimento normativo alla disciplina in materia ambientale in relazione alle ipotesi di reato contestate (inquinamento ambientale); la sentenza usa tale richiamo per contestualizzare i fatti ma la questione decisiva rimane di carattere processuale (legittimazione al riesame).

  • Sentenze di questa Corte (Sez. 3, n. 16352 del 11/01/2021; Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019; Sez. 3, n. 47313 del 17/05/2017)

    Giurisprudenza consolidata che la Corte cita per affermare il principio secondo cui l'indagato non titolare del bene sequestrato è legittimato al riesame solo se dimostra un interesse concreto e attuale riconducibile all'obiettivo tipico del rimedio (restituzione dei beni).

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai criteri per l'applicazione di sanzioni pecuniarie; la Corte d'assise di cassazione la utilizza per motivare la quantificazione equitativa della somma dovuta alla Cassa delle ammende, escludendo che il ricorso sia stato presentato con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Per impugnare un sequestro preventivo con istanza di riesame, chi non è titolare del bene deve dimostrare un interesse concreto e attuale riconducibile al risultato tipico del rimedio, cioè la restituzione della cosa; interesse meramente teorico o volto solo a contestare il fumus non è sufficiente.
  • La perdita dei poteri gestionali (es. nomina di amministratori giudiziari) che determina l'incapacità di agire in nome della società non trasforma automaticamente l'interesse personale dell'indagato in un interesse rilevante per il riesame: occorre che l'interesse punti alla restituzione materiale dei beni sequestrati.
  • Il giudizio cautelare e il giudizio di merito sono autonomi: la mera richiesta di ottenere una pronuncia sulla non sussistenza del fumus e sul reintegro nei ruoli gestionali attiene al merito e non costituisce di per sè titolo per il riesame delle misure reali.
  • Chi propone ricorso privo di legittimazione e non ammissibile può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende); è pertanto consigliabile verificare attentamente la legittimazione e la tipologia di interesse prima di proporre il gravame.
  • Se l'obiettivo è tutelare posizioni gestionali o soggettive diverse dalla restituzione dei beni, è opportuno valutare rimedi alternativi o azioni nel giudizio di merito, non l'istanza di riesame del sequestro preventivo.
  • Nel caso di sequestro di beni aziendali, è cruciale chiarire se chi impugna agisce a titolo personale o rappresenta l'ente: la documentazione che prova la titolarità o i poteri di rappresentanza è determinante per l'ammissibilità del riesame.

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