Cassazione Civile, Sentenza n. 26388/2025 del 30/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente chiedeva il riconoscimento degli interessi moratori ex D.lgs. n. 231/2002 su somme dovute per la fornitura di ausili ortopedici (mandataria all'incasso della Eredi Ri.Ma. s.r.l.), sostenendo che fra le parti fosse sorto un "contratto a distanza" (ai sensi dell'art. 17 R.D. n. 2440/1923) mediante la sequenza preventivo - autorizzazione - consegna - fattura, e che quindi la fornitura costituisse una "transazione commerciale" soggetta agli interessi di cui al citato decreto. L'ASL ha resistito deducendo che la fornitura è regolata dal D.M. n. 332/1999 (normativa tecnica/administrativa per l'assistenza protesica), che l'autorizzazione è un atto tecnico non proveniente dall'organo rappresentativo dell'ente e che quindi manca la fonte negoziale richiesta per l'applicazione del D.lgs. 231/2002; ha inoltre contestato profili di legittimazione/formalità della ricorrente.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Il Collegio ha ritenuto che per ottenere gli interessi commerciali ex D.lgs. n. 231/2002 sia necessario che la obbligazione abbia fonte negoziale in un "contratto" configurabile come "transazione commerciale" (art. 2, comma 1, lett. a). Nel caso di fornitura di ausili ortopedici la disciplina del D.M. n. 332/1999 determina una formazione progressiva dell'obbligazione collegata al perfezionamento di una specifica procedura (prescrizione, autorizzazione, fornitura, collaudo), senza che ciò equivalga alla stipulazione di un contratto scritto vincolante posto dalla Pubblica Amministrazione; la manifestazione di volontà necessaria deve provenire dall'organo rappresentativo abilitato e, se richiesta, assumere la forma scritta. Di conseguenza la fattispecie non rientra nelle "transazioni commerciali" rilevanti ai fini del D.lgs. 231/2002 e gli interessi moratori ex decreto non sono dovuti. Le spese di cassazione sono compensate.
Norme richiamate
D.lgs. n. 231/2002
Il decreto tutela i pagamenti nelle "transazioni commerciali"; gli interessi moratori del decreto sono applicabili solo quando la obbligazione trovi origine in un "contratto" rientrante nella nozione di transazione commerciale.
R.D. n. 2440/1923
Prevede la possibilità di contratti "a distanza" con ditte commerciali secondo l'uso del commercio; tuttavia per i rapporti con la P.A. rimane necessario che la manifestazione di volontà provenga dall'organo rappresentativo abilitato e, ove prescritta, in forma scritta.
D.lgs. n. 502/1992
Attribuisce al Ministro (di intesa con la Conferenza Stato-Regioni) il potere di disciplinare le modalità di erogazione e remunerazione dell'assistenza protesica; è la norma primaria che legittima il D.M. n. 332/1999 e la sua regolamentazione procedurale.
D.lgs. n. 229/1999
Modifica il D.lgs. n. 502/1992 e contribuisce al quadro normativo che ha abilitato l'emanazione del D.M. n. 332/1999; rilevante per la cornice normativa dell'assistenza protesica.
D.M. n. 332/1999
Disciplina le fasi della fornitura di ausili ortopedici (prescrizione, autorizzazione, fornitura, collaudo) e riconnette l'effetto obbligatorio al perfezionamento della procedura; secondo la Corte tale disciplina realizza una formazione progressiva dell'obbligazione e non un contratto negoziale fra le parti.
Codice Civile
Le obbligazioni possono derivare da contratto, da fatto illecito o da "ogni altro atto o fatto idoneo a produrle"; la Corte qualifica la fattispecie come obbligazione nata per effetto di atti e fatti previsti dalla normativa (ipotesi residua non negoziale).
Direttiva 2000/35/CE
Fonte europea cui il D.lgs. n. 231/2002 si ispira: mira a contrastare i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali, la nozione di "contratti" è ripresa dalla Direttiva.
Massime di principio
- Gli interessi moratori previsti dal D.lgs. n. 231/2002 sono riconoscibili solo se l'obbligazione ha fonte negoziale in un contratto rientrante nella nozione di "transazione commerciale"; in assenza di contratto scritto tra impresa e P.A. non opera automaticamente il decreto.
- La fornitura di ausili/protesi regolata dal D.M. n. 332/1999 si forma "progressivamente" tramite una procedura (prescrizione, autorizzazione, fornitura, collaudo): tale perfezionamento procedurale può far sorgere l'obbligazione al pagamento della sorte capitale ma non costituisce necessariamente una "transazione commerciale" ai fini del D.lgs. 231/2002.
- La mera autorizzazione tecnica o il pagamento della fattura da parte dell'ente non sostituiscono la forma scritta e la manifestazione di volontà dell'organo rappresentativo richieste per la stipulazione di contratti vincolanti con la P.A.; comportamenti concludenti non sempre valgono a perfezionare un contratto con la P.A.
- Prima di agire per interessi commerciali contro una P.A., verificare l'esistenza di un contratto scritto sottoscritto dall'organo competente dell'ente o, in mancanza, produrre prove idonee della negoziazione e del potere di rappresentanza; in caso contrario è più prudente valutare altri rimedi (es. interessi legali o domanda di pagamento capitale).
- Se si agisce in qualità di mandatario o factoring, indicare espressamente e documentalmente la qualità e la procura nei ricorsi e negli atti processuali per evitare eccezioni di legittimazione.
- Nei rapporti tra privati e P.A. occorre sempre accertare quale normativa speciale regoli la prestazione: disciplina amministrativa dettagliata (come il D.M. 332/1999) può escludere l'applicabilità di norme pensate per i rapporti commerciali ordinari.
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