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Sentenza

Sentenza n. 399/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza del TAR dell'Aquila n. 57/2024, notificata il 10.2.2025.

Giustizia amministrativa202600057

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR dell'Aquila n. 57/2024, con riferimento al rimborso del contributo unificato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere il rimborso del contributo unificato versato nel precedente giudizio. Il Comune si è costituito eccependo l'intervenuto pagamento delle poste richieste, nella diversa quantificazione risultante dalla riforma della sentenza da parte del Consiglio di Stato, e comunque l'estinzione del debito per compensazione con un controcredito vantato nei confronti del ricorrente in forza della medesima sentenza d'appello. Nel corso del giudizio il ricorrente ha chiesto, con memoria del 27 aprile 2026, la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, conformemente alla richiesta del ricorrente. La decisione è stata determinata dalla sopravvenuta definizione della pretesa azionata e dalla conseguente assenza di interesse alla prosecuzione del giudizio di ottemperanza. Le spese di lite sono state compensate, considerando la definizione in rito, la riforma della sentenza originaria da parte del Consiglio di Stato e il fatto che le parti non avevano previamente chiarito l'effettiva entità e sussistenza dei rispettivi crediti. Il contributo unificato è stato dichiarato irripetibile e definitivamente posto a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione della domanda comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, anche quando tale carenza sia riconosciuta e richiesta dallo stesso ricorrente.
  • Quando la definizione in rito dipende da una sopravvenuta composizione o definizione della pretesa e le parti non abbiano previamente chiarito l'entità dei rispettivi crediti, il giudice può compensare integralmente le spese di lite e porre definitivamente a carico del ricorrente il contributo unificato, se così stabilito nel dispositivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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