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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51565/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Tramontano impugnava l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo per 772.722,30 euro + 85.201,20 euro, contestando: (1) l'erronea determinazione della competenza territoriale (art. 8 c.p.p. e art. 18 d.lgs. n. 74/2000), sostenendo che la condotta di emissione di e-DAS falsi si era consumata nella sede legale della società Ben.Tra s.r.l. a Castello di Cisterna (competenza di altra autorità giudiziaria) e, in alternativa, che i fatti erano iniziati a Cerignola (Tribunale di Foggia); (2) la mancata valutazione delle esigenze cautelari, poiché nel frattempo era intervenuta un'assoluzione in altro procedimento e perché il ricorrente non risultava indagato per il reato associativo, rendendo inidonea la motivazione sulla "stabile e continuativa" partecipazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per un nuovo esame. La Corte ha disposto che il Tribunale valuti la sussistenza della connessione ex art. 12 c.p.p. (lett. b o lett. c) tra il reato associativo e i reati-fine e determini la competenza territoriale di conseguenza. Ha richiamato l'applicabilità dell'art. 9, comma 1 c.p.p. e dell'art. 10, comma 3 c.p.p. quando una parte della condotta è avvenuta in Italia anche se la consumazione è iniziata all'estero, e ha precisato che, se il Tribunale risultasse incompetente, dovrà prendere in considerazione l'art. 27 c.p.p. in relazione all'efficacia interinale dei provvedimenti cautelari (confermando che i sequestri reali adottati da giudice incompetente possono produrre efficacia interinale). La censura sul secondo motivo non è risultata decisiva perché il vizio determinante è stato quello relativo alla competenza.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Regola primaria per l'individuazione del giudice competente in base al luogo di consumazione; nei reati permanenti rileva il luogo in cui ha avuto inizio la consumazione o, secondo orientamento recente, il luogo dove si svolge la base operativa del sodalizio.

  • art. 9 cod. proc. pen., comma 1

    Norma integrativa che ancorando la competenza anche al luogo in cui, almeno in parte, si è realizzata la condotta criminosa, è applicabile anche ai reati connessi e ai reati permanenti, compresa l'ipotesi in cui la consumazione sia iniziata all'estero ma una parte essenziale si sia svolta in Italia.

  • art. 10 cod. proc. pen., comma 3

    Stabilisce che quando il reato è commesso in parte all'estero la competenza va determinata alla luce degli artt. 8 e 9 c.p.p.; perciò la regola di cui all'art. 9, comma 1, può individuare il giudice competente anche se la consumazione è iniziata all'estero.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Disciplina la connessione tra reati: la lettera b) riguarda la connessione per continuazione quando gli stessi soggetti sono imputati di più reati; la lettera c) (connessione teleologica) non richiede necessariamente l'identità degli autori ma richiede che il reato mezzo sia finalizzato al reato-fine.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio per la determinazione della competenza per territorio tra reati connessi: compete il giudice del reato più grave, o in caso di pari gravità, del primo reato.

  • art. 18 d.lgs. 74/2000

    Norma speciale per i reati tributari che ricalca il criterio di luogo di consumazione desumibile dall'art. 8 c.p.p.; utilizzata dalla difesa per sostenere la competenza basata sulla sede legale della società.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Regola che contempera l'individuazione del giudice competente con l'urgenza di adottare provvedimenti cautelari; la sua applicazione è prevista anche in caso di trasmissione degli atti e giustifica l'efficacia interinale dei provvedimenti adottati dal giudice inizialmente incompetente.

  • artt. 317 e 321 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione ai sequestri e alle regole procedurali applicabili ai provvedimenti cautelari reali; collegati all'uso dell'art. 27 per questioni di competenza e urgenza.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Individua le esigenze cautelari (fumus e periculum) valutate per l'adozione delle misure; per le misure reali non è richiesta dall'emanazione da parte di giudice incompetente una valutazione aggiuntiva di urgenza.

  • art. 291, comma 2 cod. proc. pen.

    Disposizione applicabile alle misure personali che richiede, in caso di adozione da parte di giudice incompetente, la riconosciuta sussistenza dell'urgenza; la Corte ha distinto questo regime da quello delle misure reali.

  • d.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (art. 40 e art. 49)

    Norme sulle accise e sui reati connessi alla sottrazione al pagamento delle accise; costituivano il contesto sostanziale dei reati-fine e del reato associativo contestato.

Massime di principio

  • In presenza di un reato associativo con reati-fine connessi occorre verificare se la connessione è di tipo continuativo (art. 12 lett. b) — richiedendo identità soggettiva — o teleologica (art. 12 lett. c) — che può operare anche tra autori diversi se il reato mezzo era finalizzato al reato-fine).
  • Se la consumazione del reato associativo è iniziata all'estero ma una parte essenziale dell'attività si è svolta in Italia, va applicato l'art. 9, comma 1 c.p.p. (richiamato dall'art. 10, comma 3) per identificare il giudice competente, considerando il luogo dell'ultima significativa manifestazione operativa in Italia.
  • Per i reati permanenti la competenza si individua nel luogo di inizio della consumazione o, più pragmaticamente, nella sede operativa effettiva della struttura criminale (la base operativa), non necessariamente nella sede legale societaria.
  • Le regole suppletive di competenza (art. 9 c.p.p.) sono applicabili anche nel giudizio su reati connessi; il mancato esame di tali norme può determinare l'annullamento del provvedimento cautelare.
  • I provvedimenti cautelari reali adottati da un giudice poi riconosciuto incompetente possono produrre efficacia interinale; tuttavia la competenza dovrà essere riconsiderata e gli atti eventualmente trasmessi al giudice competente ai sensi dell'art. 27 c.p.p.
  • Nel contestare un sequestro preventivo è utile distinguere le questioni di competenza territoriale da quelle riguardanti il fumus e il periculum: un'acquisizione successiva (es. assoluzione in altro procedimento) può essere rilevante ma non sempre supera automaticamente la valutazione cautelare originaria, specie con misure reali.

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