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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35134/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Velkovic impugnava la sentenza della Corte di Appello che aveva riformato la decisione del Tribunale riconoscendo il fatto come rapina impropria consumata (anziché tentata). Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 628 c.p.) e vizio motivazionale, sostenendo che nel caso concreto non si era verificata alcuna sottrazione di beni e quindi il reato doveva essere qualificato come tentativo di rapina impropria; denunciava altresì violazione dell'art. 597 c.p.p. e del principio devolutivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Richiamando il principio di diritto delle Sezioni Unite, ha affermato che la consumazione della rapina impropria richiede la sottrazione effettiva del bene; la Corte di Appello aveva erroneamente identificato la consumazione con il mero accesso nell'immobile e la disponibilità temporanea dei beni. Poiché la stessa Corte di Appello aveva riconosciuto l'assenza della sottrazione, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e riqualificato il fatto come tentata rapina impropria. Ha quindi rideterminato la pena, fissandola in 1 anno di reclusione e euro 900,00 di multa.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    Riferimento alla disposizione sulla rapina; la Corte ha ritenuto che la consumazione ai sensi di tale norma richiede la sottrazione effettiva del bene e non può essere dedotta dal mero accesso con intenzioni furtive

  • art. 597 c.p.p.

    Richiamato dall'appellante per denunciare presunte violazioni del principio devolutivo e del giusto processo; la Cassazione non ha ritenuto decisivo tale rilievo rispetto alla questione sostanziale della qualificazione del fatto

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Richiamato nel procedimento ai fini della trattazione; non inciso sulla valutazione sostanziale della qualificazione del reato

  • Sez. U., Sentenza n. 34952 del 19/04/2012 (Reina, Rv. 253153 - 01)

    "è configurabile il tentativo di rapina impropria nel caso in cui l'agente, dopo aver compiuto atti idonei alla sottrazione della cosa altrui, non portati a compimento per cause indipendenti dalla propria volontà, adoperi violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità"

    Principio di diritto richiamato e applicato: la configurabilità del tentativo di rapina impropria richiede che gli atti idonei alla sottrazione non si siano perfezionati per cause estranee alla volontà dell'agente; la violenza o minaccia può intervenire in tale contesto ma non supplisce alla mancanza di sottrazione per qualificare la rapina come consumata

  • art. 620, comma 2, lett. i), cod. proc. pen.

    Fondamento normativo per annullare senza rinvio quando la Corte di Cassazione può rideterminare la pena sulla base degli elementi di merito già accertati

Massime di principio

  • Per qualificare una rapina impropria come consumata è necessaria la realizzazione della sottrazione; il mero ingresso o la disponibilità temporanea dei beni non equivalgono alla consumazione
  • Se gli atti idonei alla sottrazione non si realizzano per cause indipendenti dalla volontà dell'agente, la fattispecie va considerata come tentativo di rapina impropria, anche se sia stata adoperata violenza o minaccia per assicurarsi l'impunità
  • In sede di Cassazione è possibile l'annullamento senza rinvio quando è possibile rideterminare la pena in base alle statuizioni già emesse dal giudice di merito (art. 620 c.p.p.)
  • In appelli e ricorsi penali, la distinzione tra tentativo e consumazione richiede un'analisi puntuale degli elementi materiali (sottrazione effettiva) e non può basarsi su mere deduzioni circa l'intenzione o sul possesso temporaneo dei beni
  • Chi impugna la qualificazione di consumazione deve dimostrare l'assenza della sottrazione; viceversa l'organo incolpante deve provare l'effettiva asportazione per sostenere la consumazione

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