Cassazione Penale, Sentenza n. 32572/2022 del 05/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava la riqualificazione operata dal Tribunale del riesame che aveva derubricato la condotta contestata a tentata violenza privata (artt. 56, 610 c.p.) aggravata ex art. 416 bis1, ritenendo che la minaccia non integrasse estorsione perché l'eventuale cancellazione della multa non avrebbe arrecato danno patrimoniale alla persona offesa; chiedeva invece il riconoscimento dell'estorsione (art. 629 c.p.) sul presupposto che l'atto di disposizione poteva arrecare "altrui danno" (danno erariale). La difesa di Lo Bue contestava la motivazione del riesame chiedendo l'esclusione dell'aggravante del metodo mafioso dopo la derubricazione in violenza privata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero ritenendo erronea la riqualificazione in tentata violenza privata e affermando che l'estorsione ai sensi dell'art. 629 c.p. può configurarsi quando l'atto di disposizione sia diretta a procurare un ingiusto profitto anche con danno a terzi (es. danno erariale). Ne consegue l'annullamento senza rinvio della parte dell'ordinanza relativa alla riqualificazione giuridica del capo c) e il rinvio al Tribunale di Palermo, sezione per il riesame delle misure cautelari personali, per nuovo esame cautelare alla luce della corretta qualificazione (estorsione aggravata dal metodo mafioso). Il ricorso della difesa di Lo Bue è stato dichiarato inammissibile perché eccedeva i limiti di sindacabilità della Cassazione (censurava valutazioni di merito sui fatti e sugli indizi). In conseguenza dell'inammissibilità la difesa è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 629 cod. pen. (estorsione)
L'estorsione ricorre quando qualcuno costringe altri a fare o omettere qualcosa per procurare un ingiusto profitto con altrui danno; il "danno" non deve necessariamente colpire il patrimonio della persona coartata ma può colpire anche terzi (es. danno erariale).
artt. 56 e 610 cod. pen. (tentativo e violenza privata)
La riqualificazione in tentata violenza privata limita l'antigiuridicità e, in relazione ai limiti edittali, può incidere sulle misure cautelari applicabili; tuttavia tale qualificazione non è corretta se dalla fattispecie emerge l'elemento dell'ingiusto profitto e dell'altrui danno tipico dell'estorsione.
art. 612 comma 2 cod. pen. (minaccia)
La minaccia può essere rilevante in funzione dell'estorsione quando è idonea e diretta a coartare la volontà della vittima per ottenere l'atto di disposizione richiesto.
art. 416 bis e art. 416 bis1 cod. pen. (aggravante del metodo mafioso)
L'aggravante del metodo mafioso può essere riconosciuta anche in assenza di provata appartenenza formale all'associazione, valutando il 'metodo' intimidatorio, la rete di relazioni e il contesto di omertà che rendono le condotte riconducibili a dinamiche mafiose.
art. 606 cod. proc. pen. (limiti di impugnazione per cassazione)
La Corte di cassazione verifica la legittimità del provvedimento impugnato e non può rimettere in discussione la valutazione in fatto compiuta dal giudice di merito; sono ammissibili censure di diritto, non ricostruzioni alternative dei fatti basate su valutazioni probatorie.
art. 616 cod. proc. pen. (conseguenze dell'inammissibilità)
In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle Ammende.
art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020
Norma richiamata in ordine alla trattazione con contraddittorio scritto; rilevante ai fini procedurali ma non determinante sul merito della qualificazione del fatto.
Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 15441 del 12/11/2021, c. Moretti)
Richiama il principio consolidato secondo cui l'estorsione può configurarsi anche quando il danno patrimoniale non colpisce il patrimonio della persona coartata ma quello di "altri", confermando una nozione ampia di altruità del danno.
Massime di principio
- L'estorsione (art. 629 c.p.) comprende anche i casi in cui la costrizione induce la vittima a compiere o omettere atti il cui danno patrimoniale ricade su terzi (es. danno erariale), perciò non è rilevante che la persona coartata non subisca direttamente il danno.
- La mera derubricazione a violenza privata o minaccia non esclude a priori l'elemento dell'ingiusto profitto: è necessario valutare la finalità e l'idoneità della minaccia a ottenere un profitto ingiusto.
- L'aggravante del "metodo mafioso" può essere riconosciuta anche senza prova di formale appartenenza all'associazione quando emerge un habitus intimidatorio, relazioni con soggetti notoriamente pericolosi e un contesto di omertà.
- In Cassazione non è possibile rinnovare la valutazione degli elementi di fatto e della consistenza degli indizi: i ricorsi devono limitarsi a vizi di diritto o a manifesta illogicità della motivazione.
- Se la riqualificazione giuridica modifica i limiti edittali applicabili, le esigenze cautelari vanno riesaminate dal giudice del riesame alla luce della corretta qualificazione.
- I ricorsi dichiarati inammissibili comportano sanzioni economiche e condanna alle spese; pertanto le censure di fatto e le richieste di riconsiderazione degli elementi probatori rischiano di essere inammissibili.
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