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Sentenza

Sentenza n. 2935/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità e il conseguente annullamento del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dal Sig. Ahmad Murad presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan –

Giustizia amministrativa202511486

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza presentata presso l'Ambasciata d'Italia a Islamabad per l'attivazione del procedimento di rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di studio. Nel corso del giudizio, successivamente alla presentazione del ricorso, la sede diplomatica competente ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l'attivazione del procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa fatta valere in giudizio. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., previa trattazione in camera di consiglio e avviso alle parti della possibile definizione con sentenza semplificata. Le spese di lite sono state compensate, poiché il tempo intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso non è stato particolarmente esteso e l'amministrazione si è attivata in tempi ritenuti ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente le somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; nel caso esaminato, l'attivazione del procedimento amministrativo ha fatto venir meno la materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio dell'amministrazione, la successiva attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'istanza può determinare la cessazione della materia del contendere quando soddisfa integralmente la pretesa concretamente azionata dal ricorrente.
  • La fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto integra l'attivazione del relativo procedimento e, se era questa la pretesa fatta valere con il ricorso contro il silenzio, può comportare la cessazione della materia del contendere anche senza che sia ancora intervenuta una decisione finale sul rilascio del visto.
  • La cessazione della materia del contendere non impedisce al giudice di regolare le spese compensandole e ponendo comunque a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato, in ragione del comportamento processuale e sostanziale tenuto dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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