Cassazione Civile, Sentenza n. 30138/2021 del 26/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza-ingiunzione emessa dall'Ispettorato territoriale del lavoro per la presunta violazione della legge n. 68/1999 (obbligo di assunzione di lavoratori con disabilità). La contestazione riguardava il mancato adempimento della quota d'obbligo trascorsi 60 giorni dall'insorgere dell'obbligo. I ricorrenti deducono, tra l'altro, che l'Amministrazione avrebbe mutato il fatto costitutivo dell'illecito tra gli atti amministrativi e l'ordinanza-ingiunzione, che non sarebbe stata formulata una domanda di accertamento del nuovo fatto, che i prospetti informativi inviati erano incompleti (limitati alla mera "qualifica"), contestano l'onere della prova, e censurano la legittimità e applicabilità della sanzione amministrativa richiamando norme rilevanti (art. 9 L. 68/1999; art. 15, comma 4, L. 689/1981; artt. 115 e 2697 c.c.; art. 112 c.p.c.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi proposti, congiungendo l'esame dei primi quattro per connessione e riconoscendo che la contestazione amministrativa e l'ordinanza-ingiunzione non presentavano contenuto difforme tale da pregiudicare il diritto di difesa. Ha inoltre confermato l'orientamento secondo cui i prospetti informativi devono indicare una "qualifica" intesa in senso concreto (specificazione delle capacità tecnico-professionali richieste e delle mansioni), per cui la mera indicazione astratta della qualifica rende il prospetto incompleto e l'eventuale mancato avvio del lavoratore disabile è imputabile a colpa del datore di lavoro. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato; non sono state attribuite le spese processuali in favore dell'Ispettorato perché il controricorso è risultato tardivamente notificato. Inoltre la Corte ha disposto l'integrazione del contributo unificato ai sensi dell'art. 13 co.1 quater del DPR 115/2002.
Norme richiamate
Legge n. 68/1999
art. 2; art. 9, commi 1 e 3
L'art. 9 e la nozione di "qualifica" devono essere interpretati concretamente: la "qualifica" va specificata in termini di capacità tecnico/professionali e mansioni richieste. I prospetti informativi che limitano la descrizione alla mera qualifica astratta si considerano incompleti e rendono imputabile al datore di lavoro la responsabilità del mancato avviamento del soggetto disabile.
Legge n. 689/1981
Richiamata in relazione alla applicabilità delle norme sanzionatorie amministrative: la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione della sanzione richiamata dall'Ispettorato nel caso di inadempimento dell'obbligo previsto dalla L. 68/1999.
Codice di procedura civile
Richiamato in relazione al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la Corte ha ritenuto che non sussista violazione quando il contenuto della contestazione amministrativa e dell'ingiunzione non differiscono nella sostanza.
Codice civile
Richiamati con riferimento all'onere della prova e alla valutazione probatoria: la Corte ha ritenuto che l'Amministrazione non abbia mutato i fatti costitutivi dell'illecito e che il datore dovesse fornire elementi per dimostrare l'assenza di colpa.
DPR 115/2002
Applicato in materia di contributo unificato: la Corte ha disposto l'integrazione del contributo da parte dei ricorrenti nei termini previsti dalla norma.
Giurisprudenza di legittimità
Cass. n. 15058/2010; Cass. n. 6017/2009
Richiamati per consolidare il principio interpretativo secondo cui la "qualifica" deve essere intesa concretamente e i prospetti informativi carenti rendono imputabile al datore la violazione.
Massime di principio
- La presentazione dei prospetti informativi ai competenti uffici sostituisce la richiesta di avviamento solo se i prospetti sono completi: devono descrivere la "qualifica" in termini concreti (mansioni e capacità tecnico-professionali richieste), non in termini astratti.
- Se l'amministrazione cambia la formulazione degli atti ma non il contenuto sostanziale della contestazione, non si configura in automatico un vizio per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
- L'onere della prova circa l'esistenza di cause non imputabili al datore (che giustifichino il mancato avviamento) grava sul datore stesso quando i prospetti risultano incompleti o non indicano in modo adeguato le mansioni richieste.
- In controversie su sanzioni amministrative per inadempimento degli obblighi di tutela dei disabili, la giurisprudenza tende a privilegiare un'interpretazione funzionale della norma che richiede concretezza nella descrizione dei posti di lavoro.
- La tempestività degli atti processuali (es. notifiche del controricorso) può influire sulla liquidazione delle spese processuali.
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