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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34877/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Asti che confermava il decreto di sequestro preventivo. Il difensore deduceva: contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine al fumus commissi delicti (insussistenza degli illeciti contestati - artt. 644 e 648-ter c.p. - e incredibilità della persona offesa); inosservanza ed errata applicazione delle norme sul sequestro per equivalente e per sproporzione (art. 321 c.p.p.), sostenendo che tale misura poteva essere adottata solo per reati previsti dall'art. 240-bis c.p. e che nei capi di imputazione e nella richiesta del P.M. mancava il necessario richiamo a quei reati (si citano i capi 5, 6 e 7 relativi all'art. 512-bis c.p. ma senza riferimento a usura, autoriciclaggio ed estorsione); vizio di motivazione in ordine all'attualità e al periculum in mora del sequestro (reati risalenti al 1990-2008 e assenza di pericolosità o collegamento tra attività d'impresa/autovettura e proventi di reato); violazione del principio della domanda cautelare e nullità ex art. 178 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali è limitato alle violazioni di legge (art. 325 c.p.p.) e non consente la rinnovazione della valutazione probatoria dei fatti dedotti dal ricorrente. Sul piano motivazionale la Corte ha ritenuto sufficiente l'argomentazione del Tribunale di Asti circa la credibilità della persona offesa, la sproporzione tra capacità reddituale e patrimonio e gli elementi indiziari a sostegno del sequestro. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione circa l'appartenenza dell'art. 512-bis all'elenco di cui all'art. 240-bis c.p. e congrua la motivazione sul periculum in mora (richiamando i trasferimenti patrimoniali come indici di rischio di depauperamento). Conseguentemente, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento alla Cassa delle ammende di Euro 3.000,00 per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali alle sole violazioni di legge; entro tale nozione rientrano errori in iudicando/in procedendo e vizi motivazionali così gravi da rendere l'apparato argomentativo del provvedimento del tutto mancante

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    La lamentata illogicità manifesta della motivazione può essere dedotta in Cassazione solo tramite il motivo autonomo di cui all'art. 606, lett. e), non nel ricorso avverso provvedimenti cautelari reali quando esso sia presentato come vizio di legge generico

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo; la Corte distingue tra le ipotesi (n.1 e n.2) e richiede che la richiesta e l'adozione del sequestro per equivalente/sproporzione si fondino sui presupposti previsti dalla legge, ma consente al giudice di motivare il potere discrezionale, specie in caso di confisca facoltativa, con riguardo al rischio di depauperamento

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamata dal difensore per dedurre nullità per mancata correlazione tra domanda cautelare e misura adottata; la Corte non ha accolto la tesi, ritenendo congrua la motivazione del Tribunale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede che, dichiarata inammissibile la impugnazione, la parte privata sia condannata alle spese e, ove ravvisati profili di colpa, al pagamento alla Cassa delle ammende: qui applicata con fissazione equitativa di Euro 3.000,00

  • art. 644 cod. pen.

    Articolo richiamato tra i reati contestati (usura); la Corte non ha ritenuto ammissibile in cassazione la riesame dei profili di fatto sulla insussistenza del reato

  • art. 648-ter cod. pen.

    Articolo richiamato (autoriciclaggio); similmente la Corte non ha permesso la rinnovazione della valutazione probatoria rispetto all'insussistenza di tale reato

  • art. 512-bis cod. pen.

    "al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali..."

    Capo di imputazione indicato tra quelli alla base della richiesta di sequestro per equivalente; la Corte accerta che il Tribunale ha ritenuto l'art. 512-bis ricompreso nell'elenco di cui all'art. 240-bis e ha motivato in ordine agli indizi relativi

  • art. 240-bis cod. pen.

    Richiamato in relazione alla possibilità di adottare confisca per equivalente/sproporzione; la Corte condivide la valutazione del Tribunale che l'art. 512-bis rientrava nell'elenco di cui all'art. 240-bis e che, dunque, poteva fondare la misura

Massime di principio

  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali il sindacato è incentrato su violazioni di legge e vizi motivazionali radicali: non è consentita una semplice rinnovazione della valutazione dei fatti o della credibilità delle fonti.
  • Per contrastare un sequestro per equivalente/sproporzione occorre dimostrare specificamente l'erroneità giuridica della misura (ad es. assenza del presupposto normativo che ne consente l'applicazione), non limitarsi a chiedere rivalutazioni dei fatti; se la doglianza è la illogicità della motivazione va formulata con il motivo previsto dall'art. 606 c.p.p.
  • Il sequestro preventivo collegato a misure ablative richiede che il giudice motivi il potere discrezionale, specialmente in presenza di confisca facoltativa: elementi quali trasferimenti patrimoniali recenti o condotte finalizzate a sottrarre beni a misure ablative possono giustificare il periculum in mora.
  • Se la richiesta di sequestro del P.M. è circoscritta a determinati capi o fattispecie, il difensore deve precisare l'eventuale travisamento o l'arbitrario ampliamento della domanda da parte del giudice: l'argomentazione deve fondarsi su un errore di diritto o su nullità formali espressamente previste, non su differente apprezzamento probatorio.
  • Le impugnazioni devono essere costruite distinguendo vizi di diritto (rimediabili in Cassazione) da valutazioni di fatto (che richiedono il giudizio di merito); per far valere carenze di attualità o di pericolosità occorre fornire elementi concreti che comprovino l'assenza dei presupposti per la misura cautelare reale.

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