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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3028/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Odaro era stato ritenuto responsabile, in concorso con altri (Egbe e Christine Ehidiane alias Mommy Precious), del reato di favoreggiamento dell'ingresso illegale nello Stato (art. 12, comma 3-ter, d.lgs. n. 286/1998) e di concorso in reato (art. 110, 81 c.p.) per avere organizzato e finanziato il viaggio di Success Okoeguale dalla Nigeria via Libia fino all'Italia (febbraio-agosto 2014), curandone spostamenti e contatti con altri trafficanti. Il ricorso in Cassazione contestava la valutazione della prova (in particolare l'attendibilità della persona offesa, ritenuta contraddittoria) e la presunta eccessività della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto manifestamente infondati e generici i motivi proposti, confermando la valutazione della Corte di appello in ordine alla coerenza e alla attendibilità del racconto della persona offesa, nonché ai riscontri investigativi (arrivo in Italia, collocazione nella struttura di Moncalieri, riconoscimenti fotografici e contatti intercettati). Si dà atto che la Corte d'appello aveva già rideterminato la pena in primo grado a 1 anno di reclusione e 8.000 euro di multa; la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende oltre alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Usato per contestare il concorso di più persone nell'esecuzione del reato; la Corte ha ritenuto che Odaro avesse agito in concorso con altri soggetti coinvolti nell'organizzazione del viaggio.

  • art. 81 cod. pen. (comma finale)

    Richiamato in relazione alla continuazione o alla partecipazione nel medesimo disegno criminoso; la Corte ha valutato che gli atti erano eseguiti in esecuzione di un medesimo disegno criminoso.

  • art. 12, comma 3-ter, d.lgs. n. 286/1998

    Norma sul favoreggiamento dell'ingresso ed il soggiorno illegale di stranieri: applicata alla condotta di organizzazione/finanziamento del viaggio e al ruolo di contatto con altri trafficanti, ritenuta sussistente sulla base delle dichiarazioni della vittima e dei riscontri investigativi.

Massime di principio

  • La dichiarazione della vittima, se coerente nel nucleo essenziale e corroborata da riscontri assoluti (arrivo, collocazione in strutture, riconoscimenti), può costituire prova sufficiente anche in presenza di marginali incongruenze.
  • Le contraddizioni marginali in una testimonianza spontanea non sono necessariamente decisive per escludere l'attendibilità; la Corte valuta se le discrepanze intaccano il nucleo centrale dei fatti.
  • In appello e in Cassazione è essenziale confrontarsi puntualmente con le motivazioni avverse: ragioni generiche o la mera riproposizione di contestazioni già valutate sono spesso dichiarate inammissibili o infondate.
  • La riduzione di pena in appello non implica automaticamente l'assoluzione; la valutazione del fatto e delle circostanze può giustificare una pena al di sopra del minimo edittale anche in assenza di precedenti dell'imputato.
  • Chi impugna deve proporre argomenti nuovi e specifici contro le risultanze probatorie e la motivazione della Corte d'appello per evitare il rigetto per genericità o manifesta infondatezza.
  • La Cassazione può condannare il ricorrente alle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi ritenuti manifestamente infondati.

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